Bologna celebra il Rock, con “Love me Fender”


BOLOGNA, 7 DIC. 2009 – Un nome sinonimo di modernità e trasgressione. Leo Fender, così si chiamava il fondatore dell’omonima casa di strumenti musicali americani, fondata nel 1946 in Arizona e divenuta un marchio inconfondibile nel panorama mondiale della musica. Una firma posta su chitarre elettriche che hanno accompagnato e segnato le maggiori rivoluzioni musicali, a partire dal Rock’n’Roll. Strumenti che, evolvendosi di continuo, sono entrati inevitabilmente nella storia e nell’immaginario collettivo del XX secolo. Sulla falsa riga del titolo di una celebre canzone di Elvis, Bologna celebra il mito Fender con la mostra "Love me Fender". Dal 12 dicembre al 31 gennaio le sale del Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna (palazzo Sanguinetti, strada Maggiore 34) propongono un viaggio nella storia, ma soprattutto nello spirito, di questo simbolo di identità collettive e stili di vita alternativi.L’esposizione, a ingresso gratuito, presenta una selezione di lavori inediti prodotti da più di venti artisti con diversi linguaggi espressivi, dalla pittura alla scultura, dal disegno alla fotografia all’installazione, per comporre un mosaico multidisciplinare giocato sulle interconnessioni tra arte e musica. Una sezione è dedicata ai ‘memorabilia’ provenienti dalla collezione Fender e da altre collezioni private: foto, strumenti musicali, riviste, manoscritti, manifesti, Lp, 45 giri e altri oggetti unici datati a partire dagli anni Cinquanta. Il ruolo di icona fu consacrato nel 1969 quando oltre 400.000 giovani radunati a Woodstock per lo storico festival di cultura hippy trovarono sul palco Jimi Hendrix e la sua ‘white Strato’: un modello, la Stratocaster, destinato di lì a poco a entrare nell’immaginario collettivo come la chitarra elettrica per eccellenza. Fender ha poi continuato a scrivere la storia della musica attraverso i propri strumenti, scelti da musicisti come George Harrison e John Lennon, Eric Clapton, Kurt Cobain e Frank Zappa fra i tanti. Dal rock’n’roll al punk, dal pop al metal, dal funk alla discomusic, dal grunge alla leggera, la scelta di strumenti Fender ha coinciso con uno stile di vita che ha accompagnato un numero sempre crescente di appassionati.Gli artisti presenti in mostra sono: Massimiliano Alioto, Andy, Gabriele Arruzzo, Matteo Basilé, Alessandro Bazan, Nicola Bolla, Bugo, Crash, Francesco De Molfetta, Nicola Di Caprio, Pablo Echaurren, Daniele Galliano, Fausto Gilberti, Daniele Girardi, Hubertus von Hohenlohe, Marcello Jori, Thorsten Kirchhoff, Francesco Lauretta, Marco Lodola, Bartolomeo Migliore, Laurina Paperina, Tom Porta, Laboratorio Saccardi, Mauro Sambo, Maurizio Savini, Nicola Verlato. Red Ronnie, rinomato conoscitore del panorama musicale italiano e internazionale dagli anni Settanta, partecipa all’organizzazione della mostra mettendo a disposizione oggetti della sua personale collezione e la sua decennale esperienza, che lo ha visto attivo prima come dj nelle radio libere e poi come presentatore di programmi televisivi su emittenti nazionali.

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