Bologna, Cancellieri candidata? “Devo riflettere”


BOLOGNA, 12 FEB. 2011 – "Ho bisogno di tempo per capire veramente cosa vuole la città". Il commissario di Bologna Anna Maria Cancellieri non si è sbilanciata nella conferenza stampa indetta stamttina a Bologna dopo una lunga trasferta romana. Il nodo su una sua eventuale candidatura alle prossime elezioni cittadine non è perciò ancora sciolto, ma la porta è tutt’altro che chiusa. La Cancellieri, che guida la città da un anno dopo le dimissioni di Flavio Delbono, ha ribadito di "essere rimasta fortemente colpita" dal riconoscimento al suo lavoro e dal movimento civico nato per chiedere la candidatura, esperienza "di cui non ho ancora capito né l’ampiezza, né la provenienza perché non parte da me". Dunque, ha aggiunto, "ho bisogno di riflettere proprio per rispetto nei confronti di questa gente". La sua decisione, ha comunque assicurato, "sarà questione di giorni" e, riguardo al pressing politico del centrodestra sul suo nome, ha tagliato corto: "Mi è indifferente. Io a questo punto ho un problema mio personale nei confronti della cittadinanza, io voglio capire".Ad attendere le parole della Cancellieri c’erano, nel palazzo del Comune, decine di giornalisti, ma nessun politico. "Devo dirvi un paio di cose fondamentali", ha esordito il commissario: "Primo, che io sono sempre la stessa e non c’é nulla che è cambiato in me come idea e come forma mentale". Però, ha aggiunto citando la richiesta dal basso di una sua discesa in campo, "devo capire cosa vogliono questi cittadini, cosa li ha mossi: è una cosa molto bella e molto gratificante". In particolare, ha proseguito il commissario, "mi fa molto piacere che ci sia un’accettazione di buon lavoro fatto da questa gestione commissariale", un merito che la Cancellieri ha voluto dividere con la sua squadra di governo e i funzionari del Comune. "E’ il successo di una squadra, di una città – sottolinea – questo può anche dare la dimensione di quello che é il mio comportamento nei confronti di questo tsunami che mi é capitato addosso. Che mi commuove, ma che voglio capire bene". Quindi ha dribblato le critiche di chi vedrebbe un’eventuale candidatura poco opportuna ("Non voglio fare commenti di nessun genere, entrerei in un agone in cui non voglio entrare") e ridimensionato la visita di ieri a Palazzo Chigi: "Non sono stata da Gianni Letta, ho un caro amico che sono andata a trovare. Se andrò a trovare amici al Quirinale, si dirà che vado da Napolitano, ben venga". In ogni caso, ha assicurato, "se fosse – e il ‘se’ è grande come una casa – la mia candidatura sarebbe assolutamente civica, non politica". Perché, ha sottolineato la Cancellieri, "io sono un servitore dello Stato e se la gente mi fa una domanda, devo capire cosa mi sta chiedendo". E il momento di riflessione "complesso" che il commissario sta vivendo dipende proprio dalla dimensione e dalla forza di questo ‘pressing’ della città: "Se c’é spazio per una candidatura civica? L’avessi capito, avrei già dato la mia risposta", ha spiegato.L’eventuale discesa in campo della Cancellieri ha comunque già messo in allarme tutto il centrosinitra, bolognese ma anche nazionale. "Sarebbe strano che chi è venuto con il ruolo imparziale di arbitro, ad un certo punto si togliesse la giacchetta da arbitro e si candidasse", ha detto il capogruppo democratico alla Camera Dario Franceschini, oggi a Lizzano in Belvedere per la prima Festa regionale sulla neve del Pd dell’Emilia-Romagna. La coordinatrice regionale dell’Idv, Silvana Mura, attacca invece il commissario per via della sua mancata presenza alla manifestazione organizzata domani dalle donne italiane. "Domani é il compleanno di mio figlio, ho anche una vita familiare", ha detto la Cancellieri ai giornalisti. Ma la Mura le risponde: "A palazzo Chigi è andata a trovare un amico. Domani è il compleanno del figlio. Anna Maria Cancellieri ha sempre la risposta pronta come i veri politici. Ma da donna civica come giustamente rivendica di essere, che cosa pensa della grande manifestazione di domani delle donne italiane e qual è il suo giudizio sulla vicenda Ruby?".

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