Bologna calcio, la neve fa tirare il fiato


BOLOGNA, 31 GEN. 2011 – La nevicata blocca per la seconda volta in stagione una partita al Dall’Ara, anche se nell’occasione si era provato a cominciare. Ma ben presto Bologna e Roma hanno dovuto fare i conti con un campo impraticabile, da cui la sospensione al 16’pt e il rinvio a data da destinarsi. Il Bologna, in un certo senso, può forse ritenersi il più favorito dall’imprevisto. Potrà affrontare il turno infrasettimanale di mercoledì con meno fatica nelle gambe. Importante, visto che deve visitare la tana dell’Udinese, la squadra del giorno, la più in forma delle 20. E tornare domenica in casa contro il Catania che sarebbe augurabile poter ulteriormente distaccare. In aggiunta, qualche giorno di respiro in più saranno benefici per chi non stava bene, tra cui Di Vaio. Infine, nel futuro recupero potranno essere in campo i 4 giocatori ora squalificati e quindi la Roma potrà essere affrontata con una formazione molto vicina a quella base. Se non ci saranno ancora contrattempi, per il Bologna è fondamentale utilizzare i titolari fissi mentre poi, non si sa mai, anche il mercato all’ultima giornata potrebbe portare sorprese. Improbabile, ma non impossibile.Nel frattempo la società sarà in grado di raggiungere il porto della stabilità e della tranquillità? Qui si rischia di sbagliare ogni previsione, siccome già con Massimo Zanetti in pochi giorni sono saltati i riferimenti che parevano tanto affidabili e sicuri. Una presidenza come quella di mr.Segafredo nata e dissoltasi in meno di 30 giorni è un caso unico. Quindi sarà meglio fare qualche valutazione piuttosto che inoltrarsi sul terreno minato delle previsioni.  In testa a tutto sta un fatto. Vale a dire che la vicenda recente del Bologna fc conferma che qui hanno vita difficile lo sport e le sue strutture più importanti. Il Bologna calcio è in fibrillazione, anche gravissima talvolta, da 7/8 anni. Nel basket, la Virtus è scomparsa nel 2004, ripresa per i capelli da Claudio Sabattini e tenuta in serie A con dignitosa ma non esaltante presenza. La Fortitudo, dal canto suo, è pure annegata nei gorghi di milioni di debiti dopo storie brutte di tanti proprietari incapaci di esserne a capo. Naturalmente dopo l’abbandono di Giorgio Seragnoli. Molte finora le ipotesi fatte, ma nessuna finora esauriente e convincente. Allo stesso modo, tornando al tema Bologna calcio, va detto che le dimissioni di Zanetti offrono ancora molti lati in ombra. Non ci sono spiegazioni comprensibili del cambio tanto repentino di rotta. Un altro capitolo del male oscuro dello sport professionistico bolognese. Però le scelte sono confermate in toto. Giovanni Consorte appare il vero presidente-factotum, almeno per ora, e assicura che i binari imboccati sono quelli giusti. Lui è un uomo d’onore e bisogna credergli. Anche perché il futuro e il bene dei rossoblu passano da questa strada. Ma un valutazione in proposito ce la possiamo riservare. Consiste nel chiedere se e come potranno convivere positivamente più di dieci soci, nuovi su questi schermi, e chiamati ad occuparsi – spendendo milioni di euro (una trentina in un anno) – di un soggetto come una società di calcio di serie A . Vale a dire un soggetto in cui voglia di emergere, gelosie, colpi bassi, dietrologie e compromessi la fanno quasi sempre da padrone. Un soggetto, quindi, che si colloca in un ambiente molto difficile per convivere in tanti e lavorare proficuamente. Ecco, la truppa un tantino numerosa dei soci nuovi potrebbe essere un problema. Si spera comunque piccolo, avendo superato ormai gli scogli durissimi e oltremodo insidiosi delle disgraziate giornate di novembre e dicembre.

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