Bologna calcio, i Menarini: “Avanti con chi vuol starci”


BOLOGNA, 5 AGO 2009 – "Vogliamo bene a questa società, la nostra famiglia di risorse ne ha e farà dei sacrifici per rafforzare la squadra". Con queste parole, i Menarini hanno confermato nella conferenza stampa di oggi che rimarranno proprietari del Bologna. Loro malgrado. Renzo Menarini, il patron, e sua figlia Francesca, presidente nominale, hanno spiegato che non è cambiato nulla rispetto al passato: resteranno alla guida della società e si impegneranno per formare, nel poco tempo rimasto, una squadra all’altezza della Serie A. Senza strafare: "Non aspettatevi grandi colpi di mercato, non ci saranno", ha precisato la presidentessa, che però ha garantito "grinta, voglia, sorriso e determinazione".Il sorriso, tuttavia, sarà un po’ tirato, dopo che i Menarini hanno fallito nel tentativo di mollare la patata bollente della società a qualcun altro. Stavolta il compratore doveva essere il petroliere albanese Taçi, il quale si è però ritirato a poche ore dalla firma definitiva. Non è dato sapere perché, né a noi né ai Menarini stessi. LA VICENDA TACI Il patron Renzo ha spiegato così l’evoluzione della vicenda: "Lunedì pomeriggio ci è arrivata in ufficio una comunicazione via fax in cui Taçi dichiarava di non avere più intenzione di presentarsi alla sottoscrizione dell’accordo. Non ha addotto spiegazioni, né ha mai chiesto una riduzione del prezzo e io, nel momento in cui vi parlo, non sono ancora a conoscenza delle motivazioni che hanno spinto il signor Taçi ad agire in questo modo. Il suo comportamento – ha continuato il patron rossoblù – è legittimo, perché il contratto sottoscritto prevedeva la possibilità, a suo insindacabile giudizio, di procedere o meno all’acquisto, pertanto non posso nemmeno pretendere spiegazioni". Domenica scorsa i Menarini aveva persino presentato a Taçi, su sua richiesta, il sindaco di Bologna, al quale l’albanese aveva ribadito la sua volontà di acquistare la società. Poi, solo 24 ore dopo, l’inspiegabile dietrofront.IL BOLOGNA PER DISTRARRE Il giornale albanese Tema sostiente che il petroliere avrebbe rinunciato all’acquisto semplicemente perché non ha i soldi necessari. La notizia dell’intenzione di acquistare il Bologna gli sarebbe servita solo a creare un diversivo, o comunque a ottenere un aiuto da parte del governo per un’ammenda dalla tassa doganale di Valona. In questi giorni, ha scritto il quotidiano, è arrivata nel Porto di Valona la nave ‘Athina’ con 6.500 tonnellate di petrolio, che Taçi voleva far transitare come greggio per evitare l’accisa e risparmiare sette milioni di euro. Sempre secondo Tema la notizia sul Bologna serviva a Taçi anche per far sfumare lo scandalo.COME TACOPINA? ‘MA NO’ I Menarini hanno però garantito oggi di aver effettuato, in sede di trattativa, controlli approfonditi sulle possibilità economiche di Taçi, e di considerarlo un partner "solido". Scherzando sul paragone con la vicenda dell’anno scorso, in cui il suo predecessore Cazzola aveva cercato di vendere il Bologna all’avvocato americano Joe Tacopina, Menarini padre ha detto: "La situazione è completamente diversa. Quando arriva Tacopina vado al mare, ma quando arriva Taçi resto qui e sto molto attento". Un modo anche per dire che, se l’albanese dovesse ripensarci, la famiglia bolognese non farebbe certo storie a riprendere il discorso. PORTE APERTE Del resto, Taçi o un altro è lo stesso: "Porte e finestre – ha detto Francesca Menarini – sono aperte a chiunque si presentasse con un biglietto da visita di affidabilità, serietà e concretezza". Possibilmente, però, sarebbe meglio qualcuno che non scappasse al momento di mettere mano al portafogli. Potrebbe riprendere quota, a sorpresa, il nome di Claudio Sabatini, l’impreditore bolognese che salvò la Virtus Pallacanestro dal fallimento, che ne è tuttora proprietario e che ha rilanciato a Menarini la proposta di un ‘tavolo’ per varare un progetto non solo sportivo che coinvolga anche il Bologna Calcio.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet