Bologna calcio, i 3 punti non riportano il sereno


BOLOGNA, 8 NOV. 2010 – Un’annotazione di partenza per scambi di opinioni durante e dopo Bologna-Lecce 2-0.Un cronista, forse il migliore, ha dato un saggio consiglio a Malesani. Non susciti o alimenti scaramucce coi tifosi. Faccio mio in pieno il consiglio. Infatti, dove si trova una terra migliore di quella bolognese per tranquillità del tifo e civiltà dei rapporti? Dove Malesani penserebbe di essere trattato meglio? Voglio aggiungere che il tecnico non ha fatto bene parlando, alla vigilia, di impazienza degli sportivi perché ”il Bologna non è il Real Madrid” e allora non capisce nemmeno le richieste dei cuori rossoblu di evitare le figure barbine già verificatesi in trasferta. Malesani sappia che altri dissero le stesse cose e la storia non finì proprio bene (vero Papadopulo?). Sarebbe preferibile, e veniamo alla partita, non essere apodittici perché il Bologna ha giocato poco bene il primo tempo e la ripresa fino all’ingresso di Ramirez, inspiegabilmente relegato in panca all’inizio. Ed il Lecce non ha mai impensierito, ha sempre arrancato. Senza dilungarsi nemmeno troppo a dire che l’ingresso di Ramirez ha capovolto in bene il gioco del Bologna. Allora se fai gol dopo 85’, effettuati i tre cambi, che senso ha dire, come sostiene l’allenatore, che la partita doveva andare così per forza e che di sbagliato non c’è nulla, mentre invece a tutti appare chiaro che le sostituzioni sono state determinanti per i due gol segnati agli sgoccioli della ripresa. Meno male che li hai fatti i cambi, ma non puoi dire che ogni cosa era giusta dall’inizio, perchè i tifosi non sono stupidi e se fanno sentire il dissenso lo fanno a ragion veduta. E ancora, che senso ha sostenere che Di Vaio è felice di giocare all’ala sinistra e di tirare corner e punizioni, lui che è il miglior uomo d’area del Bologna? Infatti nei primi 45’ ha tirato, e male, una sola volta in porta, mentre accentrato nell’ultima mezzora è apparso decisivo, per la rete e la forma perfetta messa in mostra. Insomma, benissimo i tre punti, ma i rossoblu hanno brillato poco sino al modulo degli ultimi 15’, con tre uomini abbastanza veloci dietro il terminale Di Vaio, tre uomini comunque capaci di tenere palla a terra e di proiettarsi in avanti pericolosamente. Fino a quel momento il gioco era stato troppo prevedibile e, come al solito, poco rapido per essere incisivo. Senza dire che 13 volte difesa e centrocampo si sono passati palla all’indietro senza nessun leccese nei paraggi e in ben 5 occasioni il retropassaggio è arrivato sino al portiere, a Viviano. Hanno un senso queste manovre? Assieme ai tre punti d’oro, citazione a caratteri cubitali per Di Vaio, giocatore più che fondamentale per questa squadra. E citazione pure per Francesco Della Rocca, un panchinaro poco considerato, gettato in campo all’ultimo momento per stato di necessità. Della Rocca ha stupito anche i più scettici per decisione e visione di gioco. Non ha piedi cattivi, perché non metterlo alla prova su tiri da fermo? Francesco è poco più che ventenne, è in pratica un bolognese e potrebbe diventare una bella scoperta. Lo rivedremo nella formazione che mercoledì si misurerà col Genoa?Impegni sul campo a parte, ogni giorno colonne e chiacchierate interminabili sulle finanze del Bologna, sulle esposizioni economiche che Porcedda non riuscirebbe ad onorare e via di questo passo, quasi in un crescendo di botta e risposta. I contendenti maggiori sono il presidente attuale e i Menarini che gli hanno venduto la società in estate. Ora è ben difficile pronunciarsi non conoscendo carte e contratti, allegati e cifre scritte, condizioni e riserve. Non difficile, ma impossibile addirittura. Allora le discussioni a mezzo stampa hanno stufato. Oltretutto Francesca Menarini è rimasta nel CdA del Bologna e vada lì a fare le sue rimostranze o a discutere. Forse desidera rimanere in copertina, ma nessuno, in qualunque consiglio d’amministrazione, non si servirebbe di tale strumento per fare luce su cose tanto importanti. La Menarini preferisce parlare ai giornali, alla stampa .Non ci pare ben fatto. E’ chiaro che sulla piazza la parola dell’uno e dell’altro ha lo stesso valore e noi finiamo col non sapere mai nulla di preciso. E anche Porcedda potrebbe tagliare la testa al toro spiegando ufficialmente come stanno le cose. Magari in coda ad una seduta di consiglio che affronti e dirima le questioni. Quanto interessa realmente è soltanto questo.

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