Bologna calcio: due punti persi o un punto guadagnato?


BOLOGNA, 31 AGO. 2009 – Insomma, a Bari, il Bologna ha guadagnato un punto o ne ha persi due? Il dubbio, non amletico, frulla spesso in testa a seguito di partite poco qualitative sul piano tecnico, per le quali la cosiddetta divisione della posta sembra una conseguenza inevitabile. Ma da ambedue le parti in causa rimane sempre l’incertezza di un minimo granello che avrebbe potuto mutare il risultato. Occorre però approfondire un po’ di più l’analisi e guardare la realtà. Il Bologna era incompleto in attacco. Di Vaio infortunato, Zalayeta non pronto, Gimenez in Uruguay, altre soluzioni giudicate non praticabili. Quindi Osvaldo da solo, a cantare e portare la croce, ma ha dimostrato di essere scelta debole poiché in fase offensiva non è successo nulla. Quindi viene da pensare che una mezzora per il debutto di Pasi, 19 anni, si poteva provare. Strano il ragionamento di Papadopulo: le doti di Pasi sono da preservare. Quindi non lo faccio giocare. Parere come un altro ma non lo condivido, altrimenti il Bologna sarà sempre lo stesso, una squadra incapace di valorizzare i ragazzi del suo vivaio. E sono talmente tanto pochi… Tornando alla partita in Puglia, si sono avute quasi tutte le conferme logiche di quanto visto alla prima giornata, nonostante le condizioni fossero diverse giocando in trasferta contro una formazione di medio-basso valore. Prima il buono. Ovvero la difesa apparsa solida e abbastanza organizzata come reparto, anche se qualche sbavatura – deconcentrazione più che scarsità – andrebbe evitata in fretta per non patire altrimenti dolorosi rimpalli. Poi una certa determinazione, almeno sul piano agonistico, ancora però con la tara di tecnica da elevare non poco, perché da sola non serve più di tanto. Sull’altro piatto della bilancia, invece, la permanente incapacità di fare gioco sulle corsie laterali e quindi una costruzione di geometrie asfittica e poco concludente se non si vince mai l’uno contro uno. Le corsie, poi, particolarmente importanti se l’allenatore punta sulla difesa a 3. La cosa in verità è tutta da vedere perché in effetti ben poco si è notata  questa presunta novità nelle prime due partite. E ad ogni modo il Bologna ora non è attrezzato con giocatori in grado di svolgere veramente tale tattica di gioco. Presenta una certa sicurezza se non ha il possesso di palla, mentre è carente  a destra e a sinistra quando ci si deve occupare della costruzione del gioco e di portare insidie sotto la porta avversaria. A centrocampo mancano i cosidetti piedi buoni. Non tanto la regia, un traguardo molto ambizioso per i rossoblu, ma buoni passatori, giocatori d’intuito e di svelta efficacia nello smarcarsi o nel servire come si deve gli attaccanti. Poi i calci da fermo. Nulla si può pretendere da Mingazzini sulle punizioni. Lo sappiamo da tre anni. C’è bisogno di farlo riprovare? Non si può cambiare tiratore? Molti a Bologna pensano che le ultime ore del mercato, il 31 agosto, possano portare novità. Ce ne sarebbe realmente molto bisogno, ma è tremendamente difficile crederci.

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