Bologna Calcio, cronaca di una disfatta annunciata


BOLOGNA, 14 SET 2009 – Appena comunicate le formazioni poteva apparire un pregiudizio, ma in pochi minuti si è trasformata in una impressione pressoché decisiva. Il Bologna messo in campo da Papadopulo presentava per otto undicesimi uomini della scorsa stagione. In più si registrava una difesa a tre, in una formazione – e in una rosa – nelle quali non si trova nessun giocatore da A in grado di giocare sulle corsie di destra e di sinistra. Come diceva quello ,detto e fatto. Al minuto 30 il Bologna perdeva 2-0, con già scritto appunto il risultato finale, e le due reti del Chievo erano nate da svarioni ed errori sulle fascie, perfezionati, si fa per dire, da complici amnesie dei centrali davanti a Viviano. La vogliamo dire tutta? Nessuno dei difensori è esente da colpe,portiere a parte,ed una buona mano l’ha data pure Bombardini che sul secondo gol ha perso la palla da pollo vero e proprio. Lo stesso allenatore peraltro non si è fatto mancare nulla. Oltre ai brividi circa lo schieramento iniziale, ha fatto giocare Di Vaio per 90’, un Di Vaio apparso in forma molto acerba per via di un infortunio noioso che si era trascinato per quasi un mese. Forse lo si poteva risparmiare un po’. Poi gli uomini fuori ruolo, come Zenoni, o dalle incomprensibili credenziali, come Mutarelli, per quello che mette in mostra ormai da mesi. Nulla o quasi. Poi un Osvaldo indecifrabile ed un Zalayeta buttato dentro, secondo la nota tattica: o la va o la spacca. Un finale di partita convulso e disordinato in cui è apparso anche Adailton ,per 15’, col suo andare compassato, portando a chiedersi per l’ennesima volta se proprio un ragazzo della primavera non potrebbe essere sdoganato. Pasi, per esempio. Da questo frullato poco o niente digeribile sono usciti 2 tiri 2 nello specchio lungo i 96’. E’ veramente troppo poco, una miseria assoluta per nutrire speranze di un certo tipo o per pensare di potere non tornare a ripetere la maledetta esperienza della scorsa stagione, 9 mesi col cuore in gola, col magone ogni domenica, come si dice a Bologna, prima di salutare la salvezza ottenuta grazie a …… Milito ed al suo Genoa. Si dice, non cominciamo coi processi. Va bene, ma almeno si potranno esprimere opinioni. Allora Papadopulo deve sapere che cambiare moduli ed uomini ogni settimana non porta bene, che già Arrigoni partì col piede sbagliato usando questa visione tattica e raggranellò 3 punti in 6 partite. Scelte ed esperienze da non ripetere. E’ così difficile battezzare una formazione? Capisco che il Bologna non è imbottito di campioni, ma una certa stabilità non può fare che bene, e pure l’etichette di squadra tosta, apposta dall’allenatore ai rossoblu deve essere dimostrata e non solo proclamata nelle banali interviste settimanali. O bastano 8 giocatori dietro la palla per definire solido un undici? E allora Francesca Menarini, la presidente, potrebbe applicare quanto dichiarato al Corriere di Bologna, cioè prendere di petto giocatori ed allenatore nei momenti delicati della stagione. Questo è uno. Perché poi la Menarini sa bene che i presidenti si occupano e come di cose tecniche, perché i soldi sono i loro. Essendo in argomento va aggiunto che Francesca ha detto, nella stessa intervista, che il Bologna società si muove nel segno della sobrietà, la sua cifra distintiva. Ebbene chi ha flirtato, e forse ancora, secondo molti, flirta con Luciano Moggi, non può essere all’insegna della sobrietà. Per favore, un tantino di memoria ci è rimasta e calciopoli è troppo vicina! Quanto al nuovo stadio, sempre evocato ambiguamente dalla presidente, non ci stancheremo mai di ripeterlo: prima una nuova squadra o una squadra nuova. Scelga lei il corno del dilemma che preferisce. Ma vien da chiedersi: la Menarini immagina chi andrebbe a Funo o a Castenaso alla partita con gli spettacoli cui ora dobbiamo assistere ?

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