Bologna calcio, contro la Samp un’altra figura da zimbelli


BOLOGNA, 26 OTT. 2009 – Non è semplice commentare una partita nella quale al 33’ una delle duellanti ha già 4 reti di vantaggio. Si tratta di un aspetto numerico che dice tutto, che dice perfino troppo a proposito di un Bologna che evidentemente non è stato capace di fronteggiare in alcun modo il suo antagonista, che ha peccato da subito quanto a nerbo agonistico e a diligenza negli equilibri. Non si parla di iniziative offensive perché dopo i primi 5 minuti sono venute totalmente a mancare. Un flop, quello rossoblu, di gravissima entità, gonfio di presagi malefici e foriero di potenziali orizzonti sempre più oscuri. Praticamente non ha funzionato nulla e ormai è quasi impossibile trovare i perché. Qui si insiste su un dato che può sembrare generico, ma che non lo è fino in fondo. Queste esibizioni sono in grandissima parte dovute alla bassa qualità tecnica degli uomini della rosa, allo scarto di vigore atletico e di capacità che li differenzia dai colleghi delle altre squadre. Allora vediamo sinteticamente cosa si può dire della situazione emersa per la pesante sconfitta subita dalla Samp. I giocatori. Quasi tutti (quasi…) danno la netta impressione di impegnarsi come devono. Il fatto è che sono inferiori, che persistono spesso in errori che da anni i bolognesi conoscono, che le cosiddette scosse non contano nulla. Inoltre troppi over 30 in qualunque formazione si metta in campo, troppa gente assuefatta, che non intende alzarsi dal comodo posto a sedere in cui una società esageratamente prodiga li ha collocati. Un calciatore dai 32 ai 3536 anni, con un buon contratto, magari poliennale, perché dovrebbe dannarsi l’anima e rischiare fratture in una società che comunque paga gli stipendi ed in una squadra che lotta eternamente per non retrocedere? E’ chiaro che dà il minimo sindacale e gli altri si arrangino. Gli altri non sono mostri di bravura – spesso sono sotto la sufficienza – e molte cose si spiegano così.L’allenatore. Franco Colomba debuttava in panca e nessuno gli ha chiesto prima di battere una squadra lanciata come quella di Del Neri. Ma da un tecnico alla prima prova ci si aspettava di più. Colomba ha fatto giocare per 1011 gli stessi della domenica precedente, alternando Mingazzini con Mudingayi a causa di un infortunio. Ci sembra troppo poco. Difatti non c’è stata la minima reattività in campo ed anche lui è sembrato subito rassegnato. Cosa costava saggiare la condizione di uno straniero nuovo o la grinta di un Casarini che era in panca, un giovane troppo ai margini? E’ chiaro che la partita era persa ed allora non si poteva comunque buttare qualcosa di diverso nella mischia invece del solito usato (non) garantito? Si è vista un sola innovazione degli schemi, i corner battuti non in area ma di fuori per il tiro da lontano. Tutto evidentemente sprecato perché il Bologna non ha tiratori. Quindi Colomba dovrà dare molto di più per salvarsi e per salvare il Bologna, iniziando magari dal togliere Lanna dagli undici: ha sbagliato tutto, non una volta che sia piazzato come si deve. Gioca sempre, nonostante tutto, sembra quello (ricordate quegli anni?), che portava il pallone e quindi aveva il diritto di giocare. O metti Valiani terzino a sinistra o peschi nella Primavera. E Riccardo Bonetto, scartato qui non si sa perché, è sempre libero.La società. Francamente problematico trovare parole per questa società, in particolar modo i Menarini, padre e figlia. Hanno cambiato 4 allenatori in un anno, spendendo di più che se ne avessero preso uno buono e quindi facendo un cattivo affare. Tecnicamente la squadra è una sorta di zimbello ovunque si giochi. Vantano l’amicizia di un operatore coinvolto fino al collo nello scandalo di calciopoli e il legame non giova se la classifica è tanto misera. Dicono e disdicono a giorni alterni,dando prova di somma inadeguatezza – parlano i risultati – e di essere allo sbando visti i giudizi di tutta la stampa e dell’opinione sportiva bolognese, oltre che dei tifosi “militanti” che sono inferociti sino al punto di abbandonare Marassi dopo i primi 45’. Seriamente dovrebbero pensare a lasciare baracca e burattini. E invece resistono imperterriti perché hanno in mente di costruire uno stadio nuovo che si profila sempre più come una speculazione colossale, siccome di ragioni sportive non ve ne sono. Il calcio professionistico è una cosa diversa, cari proprietari, dal campo immobiliare, dai capannoni e dai magazzini. Ad ognuno il suo mestiere ed al Bologna occorre voler anche bene per guidarlo come si deve, non pensare esclusivamente al business che verrà. Piuttosto pensate che, mentre eravate a Genova, anche la squadra Primavera ha perso in casa dall’Albinoleffe. Lo sapevate?

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