Bologna-Cagliari. La sfortuna non c’entra per i rossoblu


BOLOGNA, 11 GEN. 2010 – Stavolta cominciamo dalla fine. Infatti la sconfitta casalinga del Bologna ad opera del Cagliari (0-1) ha suscitato molte perplessità più per le dichiarazioni di Colomba alla stampa che per quanto visto in campo. Cosa ha detto l’allenatore? In sintesi che il Bologna non aveva fatto male, che soltanto la sfortuna era stata decisiva e che si vedono complessivamente progressi sia nei singoli sia nel collettivo. Non so a quanti, ma a me queste valutazioni hanno fatto una pessima impressione. E’ vero che gli allenatori spandono menzogne in pubblico nel 90% dei casi, non dicono quello che veramente pensano. Ma cambiare le carte in questo modo non è accettabile e va subito respinto.Allora ricordiamo a Colomba che il Bologna ha perso le ultime 3 partite segnando un solo gol a Parma dove è stato battuto negli ultimi minuti per un madornale errore difensivo. Poi che ha perso a Catania, sempre alla fine, dopo una prestazione giudicata scandalosamente carente da tutti e senza reagire per nulla, sempre su calcio da fermo ed imbroglio difensivo. E che contro i sardi ha perso alla stessa maniera. Cross da sinistra con due rossoblu imbambolati, con Moras davanti al portiere che non vede la palla o la liscia e con Matri attestato sul palo sinistro che non poteva avere un’occasione più facile per insaccare. Chi lo teneva? Doveva forse essere il difensore di sinistra, ovvero l’ineffabile Lanna purtroppo tanto spesso coinvolto in queste tristi vicende? La risposta è sì, ma Lanna non c’era.Quindi basta parlare di sfortuna, anche perché il gioco del Bologna è apparso all’altezza per non più di 10 minuti all’inizio di ripresa e perché i tiri in porta , pure tentati, erano più teneri ed inoffensivi delle mozzarelle. E non si è visto forse che i bolognesi mai vincono un duello in velocità e che larghi tratti del primo tempo avevano il ritmo di una partita tra vecchie glorie? Altro che voglia di riscatto, una melina in orizzontale che non ha prodotto nulla, come avviene sempre più spesso. Quindi niente sfortuna, ma esibizione da scadenti e timorosi, come ormai sappiamo essere quasi sempre i giocatori rossoblu. Con la partecipazione dell’allenatore che ritarda i cambi, che sostituisce Mudingayi, uno dei migliori, e lascia in campo un Guana inconcludente e già ammonito. Con la panchina che non offre nulla in più alla squadra e con la difesa che balla troppe volte nonostante un Cagliari che non ne voleva proprio molto, caro Colomba. Naturalmente a Bologna si parla moltissimo del mercato di riparazione in corso. Le operazioni sono in mano a Baraldi, il dg che deve agire con pochissimi o zero euro e quindi pare inutile farsi illusioni. Infatti finora risulta il prestito di Osvaldo in Spagna e sono ventilati alcuni scambi eo prestiti che riguardano, sembra, solo giocatori avanti in età. Vedremo alla fine, ma non sembra di poter stare tanto allegri, anche perché la rosa rossoblu è una delle più anziane. E questo non è mai molto positivo: ogni squadra appare più veloce e in gamba del Bologna. Piuttosto, visto che Baraldi accenna qua e là a mosse originali e di qualità (ha tentato di assoldare Macheda e Kaladze) gli si può suggerire il nome di un centravanti che a Bologna potrebbe fare bene, quello di Benjami del Manchester City. E’ un frizzantissimo attaccante di colore che in Inghilterra è molto considerato pur non essendo titolare nelle squadra di Mancini. E’ attorno ai 23 anni, ha un cognome difficilissimo da scrivere e da pronunciare ma tutti lo chiamano Benjami e viene dallo Zimbawe. Vogliamo caso mai provare di dare un’occhiata?Poi, ultima ora, pare che incomba di nuovo Reza Taci, il petroliere albanese alla ribalta la scorsa estate, svanito in poche ore e adesso di nuovo all’orizzonte con trattative per acquisire il Bologna che sarebbero riprese e non lontane dal concludersi. Comunque vada, un modo per dare ulteriori scossoni ad una società che sembra navigare sempre più a vista. Ed è noto che una società così non può essere affiancata da una squadra in eccellenti condizioni, tutt’altro.

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