Bologna, attentato incendiario a Casapound


BOLOGNA, 4 GIU. 2009 – Una tanica con cinque litri di benzina avvolta in una coperta e scagliata intorno alle quattro di notte contro la sede di Casapound a Bologna. Le fiamme in poco tempo hanno avvolto la porta in legno della palazzina dove oltre agli uffici c’é anche l’appartamento in cui vivono due dei fondatori del centro bolognese dell’associazione culturale di estrema destra. Per loro è andata bene, Alessandro Vigliani, 30 anni, e la sua fidanzata, 29 anni al quarto mese di gravidanza sono riusciti a fuggire dall’edificio calandosi da una finestra del primo piano, visto che l’incendio era stato provocato in quella che è l’unica via d’uscita della sede. Fortunatamente Vigliani era sveglio e si è accorto quasi subito della luce proveniente dal portone d’ingresso provocata dalle fiamme.Se l’attentato fosse finito in tragedia, anche solo col grave ferimento di uno dei due ragazzi, per Bologna sarebbe stato un brutto risveglio. E anche per l’Italia tutta. Ben diverso sarebbe stato il clima politico alla vigilia delle elezioni amministrative ed europee.Davanti alla sede di Casapound non sono state trovate scritte, né altre tracce di rivendicazione. Nessuna telecamera inquadra la strada d’accesso, i cartelli sulla videosorveglianza che si vedono nella via sono vecchi. Non sarà dunque facile risalire agli attentatori che sono arrivati alla porta del centro tranciando due recinzioni, una dei giardini margherita e una dell’abitazione della proprietaria dell’intero stabile.A dare l’allarme a vigili del fuoco e 113 è stato lo stesso Vigliani, che si era alzato per andare a bere e ha visto una luce davanti alla porta d’ingresso. Ricordandosi che la lampadina esterna era bruciata, ha subito immaginato che si potesse trattare di un incendio e ha gettato un secchio d’acqua contro la porta. A quel punto il fumo ha cominciato a entrare nella casa, che è al piano rialzato, e i due fidanzati hanno così deciso di fuggire, utilizzando una scaletta e calandosi da una finestra a circa tre metri da terra. Le fiamme sono poi state spente dagli agenti della prima volante arrivata sul posto, con gli estintori in dotazione e con un tubo dell’acqua trovato in giardino. Poco dopo sono giunti anche i vigili del fuoco, che hanno ultimato lo spegnimento. Sull’episodio ha avviato indagini la Digos. "Non vogliamo dare troppo spazio alle azioni di quattro codardi che non meritano nessun rispetto", ha commentato Vigliani in una nota in cui ha ricostruito l’accaduto. "Vogliono intimidirci, ma se pensano di farlo si sbagliano di grosso", ha concluso il leader di Casapound Bologna, che si aspetta "la solidarietà da tutte le forze politiche".

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