Bologna. Arriva Baraldi, smetteranno di fare danni i Menarini?


BOLOGNA, 3 DIC. 2009 – Ora l’andare di Luca Baraldi lungo la via Emilia si è fermato a Bologna. Dopo le soste a Imola e Modena (come giocatore), a Parma e ancora a Modena (come dirigente), e con in mezzo una diversione a Roma per la Lazio, il nostro è da tre giorni direttore generale del Bologna Calcio. Ha avuto, a quanto comunicato dai Menarini, pieni poteri con un incarico sino al prossimo giugno, momento in cui saranno effettuate le verifiche necessarie a stabilire le vie future. E’ ovvio che anzitutto le decisioni dipenderanno dalla permanenza o meno del Bologna in A. Detto questo, Baraldi ha parlato molto in queste sue prime ore di incarico.Ha detto che occorre risanare i conti societari (perdita di circa 13 milioni nell’ultimo bilancio chiuso a giugno). Che occorre rilanciare il settore giovanile, come elemento fondamentale. Che senza sfoltire la rosa in essere sarà difficile rafforzare a breve la squadra. Che è centrale il tema delle infrastrutture (ma lo stadio nuovo non è una struttura per chi fa calcio?). Che avrà in mano quindi totalmente le leve di comando e che ogni decisione passerà da lui. In pratica, se le cose stanno così, Menarini padre e figlia vanno a riposo, dopo mesi di arruffate scelte che non hanno portato nulla di buono sul piano sportivo. Ed anche su quello di bilancio se è vero che Baraldi avrà cura subito di aggiustare molte voci di uscita, inopinatamente lievitate nel passato esercizio, sostanzialmente per la scarsa perizia di chi se ne è occupato.Le valutazioni che si fecero all’avvento dei Menarini, ribadite con forti sottolineature al termine dello scorso campionato, prendono maggior valore e si confermano veritiere. L’aver voluto avventurarsi nel mondo minato del calcio professionistico senza collaborazioni di livello ha provocato scompensi gravi, economici e sportivi, producendo fratture notevoli tra la dirigenza e la tifoseria. I proprietari hanno capito, purtroppo con molto ritardo, che sono necessari gli specialisti. Che non si possono cambiare 4 allenatori in un anno senza che gli equilibri ne risentano. Che non può essere salutare flirtare con Moggi da una parte e dialogare dall’altra con uomini a lui avversi o da lui invisi.Insomma, Luca Baraldi dovrebbe ribaltare un sacco di situazioni create dalla dirigenza finora al proscenio portando solo rosso nel bilancio e vita perennemente stentata sull’orlo del precipizio per i risultati del campo. Ora il neo direttore generale con pieni poteri non ha veramente un compito facile, tra l’altro perché i Menarini non dicono affatto come e quanto si vogliono impegnare ed oscillano, da una dichiarazione all’altra, tra provare a vendere o provare a resistere. Con la fissazione dello stadio nuovo che con una squadra in bilico significa solo fare, eufemismo, dell’astrazione.Come se la caverà Baraldi? Tra gli sportivi dal cuore rossoblu circola qualche mini ventata di moderatissimo ottimismo, se non altro perché ritorna la speranza che le mosse sbagliate siano al termine col cambio di chi manovra il timone. Ma Baraldi non si è ha ancora rivolto direttamente agli sportivi stessi, ai tifosi che sono stati sempre più che vicini alla squadra. Detto con franchezza, in questa direzione, avrebbe potuto fare di più.

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