Bologna, arrestato il rapinatore degli anziani che uccise Daniele Pettazzoni


BOLOGNA, 19 AGO 2009 – E’ indagato per omicidio volontario e rapina, oltre che reo confesso di altri due colpi, Giuseppe Acampora, tossicodipendente di 36 anni di Torre del Greco (Napoli) rintracciato da polizia a carabinieri di Bologna e ora in carcere alla Dozza. Dovrà rispondere di due rapine ad anziani riuscite, di cui una a Dante Pettazzoni, bolognese di 93 anni morto due giorni dopo l’aggressione, e di una terza andata a monte per l’arrivo dei passanti.Come spiegato dagli inquirenti in una conferenza stampa in Procura, a incastrarlo è stata un’imprecazione in dialetto napoletano pronunciata dall’uomo (che è senza fissa dimora e spesso dorme in alcune vie del centro) subito dopo la rapina a Pettazzoni e sentita da una testimone. Un istante dopo la donna ha visto Acampora allontanarsi vicino al luogo della rapina, in zona stazione, con qualcosa in mano (presumibilmente il portafogli dell’anziano). La testimone l’ha riconosciuto in viso e poi per voce. Acampora, che ha precedenti per rapine, furti e stupefacenti, è stato rintracciato il 14 agosto dalla polizia in via Indipendenza, e sottoposto a fermo per i due ‘colpi’ messi a segno l’11 e il 13 agosto (cioé non per quello in cui morì Pettazzoni). Entrambe le rapine sono state ammesse dall’uomo.Successivamente, le indagini della squadra mobile si sono incrociate con quelle dei carabinieri, titolari dell’inchiesta sull’omicidio di Pettazzoni, rapinato il 9 agosto in via Inviti e morto il 12 in ospedale dopo essere entrato in coma. Per gli inquirenti infatti le rapine presentavano numerose analogie. Ma Acampora ha negato sempre ogni responsabilità nell’omicidio, dicendo che quella domenica era in un’altra zona della città, pur non avendo alibi.Ad avvalorare i sospetti sono state, appunto, le analogie tra i colpi: il rapinatore ha aggredito le sue vittime di spalle, le ha spinte e rapinate del portafogli (o ha tentato di farlo) strappando l’intera tasca dei pantaloni o della giacca. E’ successo l’11 agosto in via Musolesi contro un anziano di 78 anni che, cadendo, ha riportato fratture costali multiple. E due giorni dopo, in piazza Trento e Trieste davanti alla procura, nei confronti di un ottantacinquenne che poi è riuscito a evitare la rapina grazie all’arrivo dei passanti. Anche Pettazzoni fu aggredito alle spalle e gli venne strappato il portafogli dalla tasca.Tuttavia una prova determinante contro il pregiudicato è stata la testimonianza, raccolta dai carabinieri, di una donna che il 9 agosto, vicino a via Inviti, aveva visto scappare un uomo e l’aveva sentito proferire un’imprecazione in dialetto napoletano. La donna ha prima riconosciuto il volto di Acampora. Ieri mattina un’altra conferma: ha riconosciuto, tra altri quattro campani, la voce del trentaseienne mentre pronunciava lo stesso insulto.Nel frattempo il fermo di Acampora per le rapine dell’11 e 13 agosto (pm Lucia Musti) è stato convalidato dal gip Andrea Scarpa, che ne ha disposto la custodia cautelare in carcere. Inoltre la pm Elisabetta Melotti (titolare dell’inchiesta sul delitto Pettazzoni) ha indagato l’uomo anche per rapina e omicidio volontario. Un anno e mezzo fa il campano era stato arrestato dai carabinieri per aver rubato un cellulare in un’aula di tribunale, mentre il 4 agosto era stato denunciato sempre per furto nell’ospedale Sant’Orsola.

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