Bologna, arrestata banda dedita allo sfruttamento della prostituzione


BOLOGNA, 8 GIU. 2009 – Voleva essere autonoma e non sottostare agli sfruttatori che, per liberarsi di lei, hanno cercato di ucciderla, investendola con un’auto. Dal tentato omicidio, avvenuto l’autunno scorso a Borgo Panigale, periferia di Bologna, è cominciata un’indagine della polizia che ha permesso di smantellare un vasto giro di sfruttamento della prostituzione. L’operazione ‘Free deck’, ponte libero, per indicare il cavalcavia di via Marco Emilio Lepido dove lavoravano le ragazze, ha fatto finire in carcere otto persone, tutti romeni di etnia rom. Due di loro, Aurica Tanase, 36 anni e la compagna Gabriela Constantin, 32 anni, risponderanno di tentato omicidio, lesioni e minacce nei confronti di una connazionale trentenne, oltre che di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.Nel corso dell’indagine, coordinata dal Pm Stefano Orsi, è emerso che in quel tratto di strada era sopravvissuta una realtà di sfruttamento molto pesante: 16 donne erano costrette a lavorare dal pomeriggio fino all’alba, anche sotto la pioggia, a tariffe molto basse, intorno a 20 euro a prestazione. La più giovane ha 18 anni appena compiuti, ma nel gruppo c’era anche una cinquantaquattrenne soprannominata ‘vecchietta’. Gli aguzzini, che le avrebbero controllate costantemente, le illudevano che gran parte del denaro guadagnato venisse spedito ai loro parenti in Romania. In realtà, secondo quanto è emerso dagli accertamenti, alle famiglie di ogni ‘lucciola’ venivano mandate cifre irrisorie, sui 200 euro al mese, a fronte di incassi intorno ai 12.000 euro.L’indagine, condotta dalla squadra Mobile e dal commissariato Santa Viola, è cominciata dalla denuncia della lucciola ‘scomoda’, più volte minacciata di morte e picchiata dalla coppia, riportando anche la frattura del naso, perché non accettava di essere sfruttata. Il 10 novembre scorso i due romeni avrebbero tentato di investirla con la macchina a Borgo Panigale. Solo per caso la giovane si era salvata, ferendosi leggermente per l’urto contro lo specchietto retrovisore, grazie a una ‘collega’ che l’aveva tirata per un braccio. Alla scena avevano assistito diversi testimoni, che hanno confermato le intenzioni della coppia a bordo dell’auto, guidata dall’uomo.Gli otto provvedimenti di fermo sono stati eseguiti venerdì scorso in quattro appartamenti fra Bologna a provincia. I due accusati di tentato omicidio sono stati rintracciati a casa di Tanase, in via Sardegna, insieme al padre della ragazza, Florian Costantin, 56 anni, accusato solo di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Dello stesso reato rispondono anche gli altri fermati: in via Turati, a Castenaso, é stato rintracciato il cugino del trentaseienne, Vasile Tanase, 23 anni, mentre in via Landi abitavano Aurelian Grigore, 37 anni, Florin Ursu, 32 e Florin Florea, 42. A Imola infine, in via Selice, è stato arrestato Ionel Soare, 23 anni. Dalle intercettazioni telefoniche utilizzate nell’indagine è emerso che fra sfruttatori e ragazze c’era un linguaggio in codice: ‘sto lavando i piatti’ era la frase usata per dire di essere occupate, e il numero di piatti indicava gli euro guadagnati.

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