Bologna, ancora in coma il tredicenne che ha tentato il suicidio


BOLOGNA, 6 NOV. 2009 – Sono passate ormai ventiquattro ore dal tentativo di suicidio del tredicenne bolognese, che ieri mattina si è lanciato da una finestra dell’istituto religioso Pie Maestre dell’Addolorata, dove frequenta la seconda media. Le sue condizioni restano stabili ma gravi e fino a domenica non sarà possibile sapere quali saranno le conseguenze di questo gesto estremo. Per il momento il ragazzo è ancora in coma, costantemente monitorato e tenuto sotto stretta osservazione nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore. E lì nel primo pomeriggio è arrivato anche il padre, che ieri era in Germania per lavoro. Ha raggiunto sua moglie, di origini cubane, che è accanto al figlio fin dal momento del suo ricovero, assistita da una coppia di amici. Intanto a scuola le lezioni sono riprese normalmente, come suggerito dall’equipe dello psicanalista Massimo Recalcati che da anni collabora con l’istituto. Alla prima ora, però, c’é stato un momento di riflessione per spiegare esattamente ai ragazzi cosa é successo. Gli alunni della seconda A – la classe frequentata dal tredicenne – e quelli della terza hanno disegnato per lui un cartellone con disegni, le loro foto e qualche frase. "Siamo d’accordo che glielo consegnerò quando si svegliera dal coma", ha detto il vicepreside Stefano Nanni. "Ancora adesso non mi sembra vero quello che è successo. Onestamente non riesco a darmi una spiegazione", ha concluso. La scuola ha fatto sapere di essere entrata in contatto anche con l’unita operativa di psichiatria e psicoterapia dell’età evolutiva dell’Asl bolognese diretta dal dottor Stefano Costa, che si è resa disponibile a fornire un ulteriore supporto e un gruppo di lavoro.Nella serata di ieri si è fatta luce sulla dinamica della tragedia. Il tredicenne era stato convocato dalla preside, suor Stefania Vitali, assieme ad un altro studente perchè i due, prima dell’inizio delle lezioni, erano stati sopresi da un’insegnante con in mano delle sigarette. A un certo punto il tredicenne ha detto di aver caldo e ha chiesto di aprire la finestra. Poi, qualche istante dopo, è salito sul davanzale della finestra e si è lanciato. L’insegnante, la preside e l’altro ragazzino sono stati sentiti nel primo pomeriggio dal pm Giuseppe Di Giorgio, che oggi ha aperto un fascicolo contro ignoti. Le ipotesi di accusa sono lesioni colpose gravissime e, sotto il profilo di colpa, omissione di controllo da parte della scuola.

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