Bologna, acqua più cara fino a 10 euro


BOLOGNA, 20 DIC. 2011 – Si va dai cinque euro all’anno a testa per una famiglia di cinque persone a scalare fino ai dieci che dovranno sborsare i single. Sono gli aumenti delle tariffe dell’acqua preannunciate dall’assessore Luca Rizzo Nervo al consiglio comunale di Bologna: "Sono tutti rincari – ha spiegato – sotto il 10%", dovuti alle "errate previsioni relative ai volumi d’acqua venduti previsti nella convenzione in essere". A ratificarli sarà l’assemblea di Ato di giovedì.In pratica, ha illustrato Rizzo Nervo, la previsione fissata dalla convenzione 2008-2012 era di 83,1 mmc/anno, ma solo nei primi due anni "sono stati consuntivati volumi venduti inferiori per 8,3 mmc" e ciò "ha comportato minori ricavi per la copertura dei costi di servizio per 31 milioni di euro". Dunque il Comune, per aggiornare la tariffa come prevede la legge e ripagare il debito verso il gestore, aveva davanti due strade: una restituzione graduale nel quinquennio o aumenti molto più consistenti riferiti alla solo annualità 2012. Un’ipotesi, quest’ultima, che avrebbe comportato aumenti fino al 25%. Confermato anche il volume degli investimenti: circa 150 milioni per il quinquennio 2011-2015. Quattro le novità previste con l’aggiornamento che sarà approvato giovedì. "E’ stata aggiornata in riduzione la previsione dei volumi venduti per il prossimo quinquennio per adeguarla ai consumi reali registrati negli ultimi tre anni", ha annunciato Rizzo Nervo, spiegando che "questo ha certamente effetto sulle tariffe ma evita principalmente la creazione di ulteriore debito e relativi interessi dal corrispondere al gestore". Introdotta anche una franchigia del 1,5% sui volumi venduti in più o in meno rispetto alla previsione sul quinquennio ed entro tale franchigia non vi sarà alcun conguaglio. Poi maggiore tutela verso le famiglie, i cui costi domestici verranno salvaguardati "il più possibile", incrementando della sola inflazione programmata la prima fascia agevolata e prevedendo una tariffazione di favore per la seconda fascia agevolata e la fascia base, penalizzando, al contrario, i consumi non virtuosi con un incremento più sostanzioso per le due fasce di eccedenza.Terzo punto l’aumento dei contributi a favore dei redditi Isee più bassi che saliranno da 30 a 40 euro l’anno per le fasce 2.500 e 12.500 euro mentre la fascia più alta è stata aumentata da 7.500 euro a 12.500 euro per garantire un maggior possibilità di accesso al contributo. Infine la tariffa pro-capite sarà applicata anche agli studenti fuori sede regolarmente domiciliati "dietro presentazione di adeguata documentazione".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet