Bologna a tempo pieno: tre partite, tre punti


Una settimana piena quella vissuta dal Bologna. Tre partite, tre punti, con le sconfitte casalinghe di fronte a Milan e Fiorentina. Per fortuna che si è inserita la vittoria a Bergamo, altrimenti guai grossi, guardando anche alla chiusura del mercato di riparazione. I viola espugnano il Dall’Ara in 15 minuti con due reti di Mutu. E due errori sesquipedali dei difensori centrali. Poi piano piano il Bologna si è messo a giocare nel solo modo che gli è congeniale, ovvero molto corto e compatto con pochi fronzoli.Però oggi essendo in grave svantaggio ha dovuto scontare una dose di ansia del risultato maggiore del solito ed inoltre ha pagato lo scarso apporto di Osvaldo la cui convivenza fruttuosa con Di Vaio sarà un problema da risolvere Sta di fatto che, dalla metà del primo tempo, i rossoblu hanno macinato qualcosa di più avanzando ed indietreggiando con più ordine, in sincronia con lo svolgersi del gioco, mentre all’inizio avevano commesso l’errore di mettersi quasi a tutto campo, allungandosi rischiosamente, come si è visto dalle reti della Fiorentina. Il Bologna, con gli uomini che può mettere in campo, non sopporta per ora uno schieramento oltre le tre linee-difesa, centrocampo ed attacco. Questo per innegabili limiti tecnici, poi perché nessuno salta l’uomo ed anche il contributo dalla fasce è a corrente alternata e insomma quasi mai decisivo. Si aggiunga che Bernacci, entrato in campo alla mezzora della ripresa, si è mangiato un gol fatto, confermando la sua mediocrissima qualità. Sarebbe stato il pareggio sul 2-2 e saremmo qui a dire ben altro. Ma Bernacci ha toppato, purtroppo e verrà il giorno in cui ci sarà la resa dei conti per un calciatore costato 4, 5 milioni di euro, con un onerosissimo contratto quinquennale. Qualcosa di più di una mezza pazzia di cui si ignorano ufficialmente le responsabilità.A proposito di responsabilità, tra i tifosi sta montando rabbia forte contro il ds Salvatori. Se ci sono colpe, e ci sono, mi pare si possa dire che la società non è da meno e quindi, come si farebbe in azienda, si prende atto e si chiedono le dimissioni del ds.Non essere riuscito a portare al Bologna un difensore centrale di livello, col problema aperto da settembre, è una situazione che non può avere scusanti. La difesa è una emergenza totale e si andrà a fine campionato con domeniche di paura. Il Bologna incassa troppe reti e se la sinfonia non cambia questo è il suo vero tallone d’Achille, perché tutti sanno come le squadre di seconda fascia fatichino ad ottenere punti se incassano tanti gol. Ecco Salvatori non ha combinato nulla in tal senso, nessun rinforzo difensivo di nessun genere. Ma che senso ha attendere le ultime ore di mercato per provare a risolvere un problema conclamato e riconosciuto da tutti? Fosse per me, questo ds l’avrei già sostituito un’ora dopo la infelice telefonata in TV nella quale si impancò a gran conoscitore accusando la stampa e gli sportivi bolognesi di essere boriosi e schizzinosi, ma di avere calcisticamente le pezze nel sedere. Sta di fatto che Salvadori ha fatto arrivare in attacco Osvaldo – svegliamoci in fretta, ragazzo – in difesa Cesar e Belleri che nella migliore delle ipotesi non giocano da mesi, per non dire del loro curriculum. E a centro campo Mutarelli, uno svincolato in odore di fragilità fisica ancora vergine della maglia in partita. Senza dire del trio meraviglia estivo, tre sudamericani che non ne valgono forse nemmeno uno decente. Mi sembra in pratica un quasi fallimento. Quasi poiché c’è da contare sulla forza psicologica e sulla capacità di Mihajlovic per uscire dalla palude del fondo classifica. Ha già fatto molto, moltissimo ma non può evitare i regali-ipse dixit-fatti dai suoi alla Fiorentina. Ma sicuramente il suo lavoro sarà una certezza su cui poter contare. Poi Renzo e Francesca Menarini facciano subito le scelte adeguate per i ruoli dirigenziali, per portare al Bologna un uomo di calcio qualitativamente indiscutibile. Ed al più presto possibile.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet