Bologna, 2 milioni dal Comune alle imprese


BOLOGNA, 29 LUG. 2011 – Ci sono produttori di borse con materiali riciclati, negozi di alimenti biologici e anche società che si occupano di progettazione software tra le aziende che si divideranno i quasi due milioni di euro con cui si è deciso di sostenere l’iniziativa economica bolognese. Hanno presentato domanda in 93, ma sono solo 38 le imprese che usufruiranno infatti degli aiuti previsti dal bando Mambo 2011, istituito dal Comune di Bologna grazie ai fondi messi a disposizione dal ministero dello sviluppo economico. "Fondi – ha detto l’assessore alle attività produttive, Nadia Monti – che purtroppo non ci saranno più. E per questo non potremo riaprirlo finché non rientreranno parte dei prestiti". Come ha spiegato il capo area Vivibilità Urbana del comune di Bologna, Romano Mignani, i soggetti che potevano beneficiare di queste risorse erano imprese già in attività, imprese nuove e persone fisiche che intendevano costituire un’impresa. I finanziamenti concessi sono stati pari al 50% delle spese ammissibili ad agevolazione finanziaria, per un massimo a progetto pari a 150 mila euro. Di questi, la metà sono finanziate a fondo perduto mentre il resto con un tasso di interesse dello 0,5 da restituire in 4 anni. Le risorse messe a bando sono state completamente assegnate e se per il commercio le aree più gettonate per i nuovi insediamenti sono nel centro storico (dall’ex ghetto, alla parte dentro le mura del quartiere Porto), le imprese di information e comunication technology sorgono e sorgeranno in varie aree della periferia bolognese. Rispetto agli anni precedenti hanno concorso più aziende già insediate rispetto a imprese nuove. 17 sono imprese artigiane, commercio e moda e design (700 mila euro i fondi dedicati a questi settori). 21 le imprese Ict (1.230.110 i fondi). "Nonostante il successo di questo bando – ha detto l’assessore – l’elemento di criticità è il mancato rinnovo del finanziamento da parte del ministero. Non sappiamo quando riusciremo a riaprirlo, sicuramente non quest’anno".

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