BOLOGNA/1 “Precario e senza paga” vince a Cesena 2 a 0


CESENA, 5 DIC 2010 – Il Bologna rivede la luce e almeno per un giorno può dimenticarsi del dramma economico che ne sta mettendo in discussione presente e futuro. Belli e concreti i rossoblù del derby col Cesena, trascinati dal solito Di Vaio e da un imperioso Mudingayi, padrone della partita. Chissà che il loro orgoglio aiuti, più di decine di stucchevoli polemiche a distanza, a sbloccare una situazione societaria ancora molto complicata nonostante la fiducia professata a fine incontro da Francesca Menarini. Vede ancora più nero, invece, Ficcadenti: contestato dalla curva, la sua panchina traballa. A sbloccare l’equilibrio della prima parte è stato il giocatore con più talento in campo: Marco Di Vaio, sempre lui. Alla mezz’ora ha tramutato un furto sulla tre quarti avversaria in una perla di talento purissimo: prima ha puntato i due (lentissimi) centrali avversari, quindi, dopo essere entrato in area, ha fulminato loro e un incolpevole Antonioli con un preciso tracciante all’angolo opposto, scatenando il delirio dei quasi 1.000 tifosi rossoblù in curva. La rete è arrivata paradossalmente quando il Cesena pensava di aver arrestato l’ottimo inizio rossoblù, guidato da un frizzante Ramirez (poi uscito per infortunio): per suonare la sveglia Appiah si era messo persino a cacciare urlacci contro i suoi compagni imbambolati in mezzo al campo. Finito sotto nel risultato e con Colucci e Parolo in balia del muro Perez-Mudingayi a centrocampo, Ficcadenti ha cambiato tutto negli spogliatoi. Fuori gli evanescenti Appiah e Jimenez, dentro Budan e Schelotto per un 4-2-4 con la doppia torre in mezzo. Mossa vana, però, visto la grande giornata della coppia difensiva Britos-Moras, praticamente perfetta sui palloni alti. Così a creare i pericoli maggiori sono stati i lavoratori di fascia Giaccherini e Nagatomo: il primo ha sprecato subito in avvio di ripresa, il secondo è stato frenato da Britos all’8′. L’occasione più grossa al 22′: improvviso contropiede cesenate concluso in mezza girata da Parolo che ha esaltato Viviano. Oltre a questo, però, poco altro: il Cesena si è fermato lì e nemmeno l’ironia dei tifosi (‘Porcedda regalaci un sognò, lo sfottò più divertente apparso in curva) ha calmato il malumore crescente della piazza. Poi il raddoppio, imperioso, di Britos a tre dal 90’: cross di Casarini dalla destra con colpo di testa improvviso dell’uruguagio sul primo palo. Il 2-0 ha risarcito anche Meggiorini che, sei minuti prima, aveva visto negato dai riflessi di Antonioli uno splendido gol in bicicletta volante. La contestazione è esplosa con cori contro la squadra e Ficcadenti e a favore dell’ex Bisoli, l’eroe della scalata in serie A e presente in tribuna. Per il Bologna, invece, festa con tuffo collettivo sotto la curva: in attesa degli stipendi, anche con gli altri due punti di penalizzazione in arrivo a gennaio, la squadra sarebbe salva lo stesso. E addirittura mercoledì nel recupero col Chievo potrebbe acciuffare la parte sinistra della classifica: "Più di così cosa dobbiamo fare? Spero qualcuno salvi questa squadra", le parole di Malesani a fine partita.

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