Imprese, meglio medie e made in Italy nuova analisi MEDIOBANCA


bologna 9 agosto Fatturato e investimenti stagnanti, meno occupazione, caduta dei margini, perdita di competitività e aumento del debito. Il quadro del 2012 si conferma negativo per le imprese italiane, fotografate dall’annuale ricerca dell’ufficio studi di Mediobanca sui dati cumulativi di oltre 2000 aziende dell’industria e del terziario. A salvarsi in parte sono solo le medie aziende e quelle del made in Italy, i cui margini scendono di meno e la cui redditività del capitale investito è superiore rispetto a quella del totale delle imprese manifatturiere. La cifra più preoccupante è la diminuzione del 16,9% dei margini industriali nel 2012 per tutte le imprese considerate dalla ricerca, dato che sale al -36,8% rispetto al 2007. Nel solo manifatturiero i margini sono scesi del 45,6% nei cinque anni, mentre per le medie imprese il calo è stato del 32% e per i settori del made in Italy del 22,5%. Dati negativi anche per i vari settori industriali, fatta eccezione per alimentare e bevande, con un +31,2% sul 2007. Analizzando il fatturato, il dato complessivo segna un +1,1% sul 2011, in decelerazione dopo il +7,4% del 2010 e il +8,5% del 2011. In flessione le vendite italiane (-0,6%), un po’ di ossigeno arriva dall’export (+4,9%).La miglior salute delle medie imprese è testimoniata anche dall’aver realizzato tra il 2003 e i 2012 un valore aggiunto superiore del 14% a quello della manifattura e del 20% a quello delle grandi industrie manifatturiere. Bene anche il rendimento del capitale investito, pari nel periodo 2009-2012 al 5,6% medio, superiore al 3,6% di tutte le imprese manifatturiere e anche al parametro del “rendistato” dei titoli pubblici, pure al 3,6%. Meglio ancora fanno le imprese del made in Italy, con un roe del 7,1%. Altro dato negativo che emerge dall’indagine di Mediobanca è la contrazione dello 0,9% dell’occupazione complessiva delle imprese, al quinto anno consecutivo di contrazione. Stagnano inoltre gli investimenti tecnici, con solo un +0,9% nel 2012, ma un -22,7% complessivo rispetto al 2003. Note poco liete anche per quanto riguarda la competitività, con una caduta per le imprese manifatturiere di 4,4 punti rispetto al 2003, prodotto di un +20,3% del valore della produzione per addetto e di un +24,7% del costo del lavoro. Nel periodo perde 10 punti di competitività il settore dei mezzi di trasporto. Nel solo 2012 la perdita è stata del 2,9%. Quanto al debito, il rapporto tra debiti finanziari e mezzi propri è cresciuto dal 95% del 2011 al 99.1% del 2012; era pari al 78,6% nel 2003. Le imprese pubbliche, che avevano un rapporto del 37,3% ora sono all’89%, le private passano dal 104,5% al 106,1%. Più virtuose le medie imprese, che scendono dal 91,7% all’85,1%.

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