I nuovi dati dell’Osservatorio TrendER di CNA


BOLOGNA 9 GIUGNO Il ruolo delle micro e piccole imprese nel corso dell’ultimo decennio è stato determinante per numero, crescita degli addetti, fatturato ed occupazione creata. A dirlo i risultati dello studio “Dieci anni di congiuntura regionale” condotto dall’Osservatorio TrendER realizzato da CNA e BBC con la collaborazione scientifica di Istat sulle trasformazioni strutturali che hanno interessato il sistema di micro e piccole imprese dell’Emilia Romagna nell’ultimo decennio. “La significatività dei risultati – spiega il direttore generale di Istat Emilia Romagna, Marco Ricci – è garantita dall’applicazione di una metodologia campionaria su un panel di 5.040 imprese della classe 1-19 addetti. Dal 2001 al 2007, il fatturato di queste imprese è cresciuto di oltre il 25%. Solo la crisi, a partire dal 2008, ha in parte ridimensionato il fatturato che in tre anni, dal 2008 al 2010, è calato del 14%. Nel 2008 su 388mila imprese attive in Emilia Romagna, 380mila hanno meno di 20 addetti ed occupano il 53,6% degli addetti totali”.“I processi evidenziati dallo studio – spiega il segretario di CNA Emilia Romagna Gabriele Morelli – mostrano cosa è successo nel recente passato, ma aiutano anche ad interpretare le opportunità e i vincoli che si configurano per i prossimi anni. L’equilibrio che il sistema regionale ha trovato a livelli tecnologici intermedi è più avanzato di quello complessivo nazionale. Le politiche necessarie a valorizzare queste positive caratteristiche dell’economia regionale, non possono che essere quelle volte all’innovazione, non genericamente declinata, ma specificamente legata alla conoscenza ed alla sua sistematica diffusione, tramite reti, data base, canali di diffusione delle conoscenze concepiti per essere adottati ed utilizzati dalle imprese più piccole, formazione di un capitale umano nuovo.”Fino al 2008, le analisi condotte sull’archivio statistico delle imprese attive dell’Istat (Asia) indicano una crescita complessiva in termini di numerosità e di addetti, anche se meno significativa rispetto alle imprese più grandi. Nel 2008, ci sono 24.498 imprese da 1 a 19 addetti in più rispetto al 2001 (+ 6,9%) con 70mila addetti in più rispetto al 2001 (+8,3%); le imprese con oltre 20 addetti aumentano di 882 unità (+11,1%) con 140mila addetti (+21,6%). Nei settori analizzati da TrendER, il significativo incremento degli addetti nelle costruzioni è tutto concentrato nella fascia inferiore a 20 addetti; risultano inoltre moderate dinamiche positive delle micro e piccole imprese dei trasporti, dei servizi alla persona e dell’alimentare, mentre spicca in negativo la riduzione delle imprese del legno arredamento e, soprattutto, del sistema moda, in tutte le classi dimensionali. Le dinamiche degli addetti sono generalmente più favorevoli di quelle delle imprese, con conseguente incremento della dimensione media nella fascia delle micro e piccole imprese; fanno eccezione il settore delle costruzioni (espansione con frammentazione imprenditoriale) e il sistema moda (contrazione strutturale). Un altro elemento di trasformazione strutturale riguarda la forma giuridica, con un significativo incremento delle società di capitali a scapito delle società di persone. Nelle micro e piccole imprese dei settori osservati, l’incremento delle società di capitale è maggiore, in termini assoluti, nelle costruzioni e nella meccanica; in termini relativi nelle costruzioni , nella riparazione veicoli e nel legno-mobile. TrendER evidenzia performance della micro e piccola impresa molto diversificate tra i settori che hanno accompagnato le dinamiche di trasformazione dimensionale e composizione strutturale. L’andamento del fatturato nel decennio indica la metalmeccanica come settore più dinamico; comprova l’andamento negativo di moda e, in misura minore, del legno-mobile; evidenzia il dinamismo delle costruzioni e dei trasporti.Nei settori manifatturieri, si manifesta una riduzione del peso delle spese per retribuzioni sul fatturato, che accomuna i settori in contrazione strutturale (moda e legno-mobile) e quelli in fase espansiva fino al 2008 (meccanica). Nelle costruzioni cresce il peso delle spese per retribuzioni nella prima metà del decennio, ma poi torna ai livelli iniziali; nei trasporti si manifesta un andamento crescente. Il recupero ciclico dopo la recessione 2008-2009 interessa i diversi settori con cadenze e intensità differenti. Il 2010 vede segnali di ripresa (il fatturato aumenta infatti del 2,4% rispetto al 2009). Fatturato in ripresa soprattutto nella meccanica, in particolar modo nel secondo semestre; segnali ancora esitanti negli altri settori manifatturieri, mentre le costruzioni continuano a soffrire l’impatto negativo. Nel complesso dei settori osservati da TrendER, il biennio 2008-2010 vede una migliore tenuta delle imprese da 1 a 5 addetti, mentre quelle da 6 a 19 (più strutturate) soffrono di più per tutto il 2009, ma poi hanno segni di ripresa più marcati nel secondo semestre 2010; in particolare quelle della meccanica incrementano il fatturato di oltre un quarto rispetto a 12 mesi prima.Infine, il contributo degli investimenti al processo di ripresa delle micro e piccole imprese appare ancora molto stentato, dopo i dati molto negativi del 2008 e soprattutto del 2009. Dal 1998 al 2008 le imprese manifatturiere calano di numero (-1%) mentre crescono quelle dei servizi (+12%) ma al loro interno la struttura per grado di evoluzione tecnologica e di conoscenza incorporata, evolve: cala il peso delle imprese manifatturiere a bassa tecnologia (dal 51% al 48%) e si riduce decisamente il peso dei servizi che non incorporano elevata conoscenza (dal 77% al 67%).

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