MONITOR DISTRETTI INDUSTRIALI CARISBO CARIROMAGNA (INTESA SAN PAOLO)


BOLOGNA 9 FEBBRAIO Intesa San Paolo (Carisbo e Cariromagna) ha diffuso l’aggiornamento trimestrale del monitor dei distretti industriali dell’Emilia Romagna, elaborato dal Servizio Studi di Intesa Sanpaolo per Carisbo e Cariromagna, aggiornato al 30 settembre 2010. “Si consolidano nel terzo trimestre i segnali di ripresa del sistema distrettuale emiliano romagnolo emersi già nella prima parte dell’anno, con un’accelerazione dell’export del +10,1% rispetto al 4% registrato nella prima parte dell’anno. Dieci distretti sui 14 monitorati, 2 in più rispetto al trimestre precedente, chiudono in territorio positivo. Il settore meccanico, trainato dal forte rimbalzo delle macchine per l’imballaggio di Bologna, registra risultati positivi nella maggior parte delle aree monitorate. Bene anche il sistema casa: il distretto delle piastrelle di Sassuolo chiude in territorio positivo per il 3° trimestre consecutivo. Nel sistema moda, continua a calare, anche se ad un ritmo inferiore rispetto alla prima parte dell’anno, la maglieria di Carpi, mentre registra tassi di crescita a due cifre l’abbigliamento di Rimini. A mostrare l’incremento più consistente è il distretto delle macchine per l’imballaggio di Bologna, secondo distretto della regione per volume di export, che fa registrare perfomance brillanti (+25,8%) grazie al buon andamento delle vendite sui principali sbocchi commerciali (Cina in primis). Mostrano variazioni a due cifre, in crescita rispetto al trimestre precedente anche i ciclomotori di Bologna (+20,5%), l’alimentare di Parma (+24,5%) e le macchine per il legno di Rimini (+38,3%). L’abbigliamento di Rimini chiude il trimestre con una consistente variazione positiva delle esportazioni (+23,5%), in rallentamento però rispetto all’ottima perfomance registrata nel trimestre precedente. Dinamica analoga per i mobili imbottiti di Forlì (+16,6%) e per le calzature di Fusignano-Bagnacavallo (+7,3%). Da segnalare, inoltre, il segno positivo delle piastrelle di Sassuolo, il terzo consecutivo, in lieve attenuazione rispetto al periodo aprile-giugno 2010 (+8,6%). In aumento anche la food machinery di Parma (+6,1%) dopo il dato negativo del trimestre scorso. Chiude, debolmente positivo, anche il distretto delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (+0,4%), evidenziando un peggioramento dell’evoluzione degli scambi. Si osserva invece una contrazione delle esportazioni nei distretti della maglieria e abbigliamento di Carpi (-13%), del biomedicale di Mirandola (-6,7%), delle macchine utensili di Piacenza (-1,3%) e delle calzature di San Mauro Pascoli (-0,1%). In tutti si registra però un’attenuazione del calo rispetto alla prima parte dell’anno. Cresce, inoltre, il numero dei mercati di destinazione, sui primi 40 dell’export emiliano, che chiude il 3° trimestre in territorio positivo (da 27 a 29). Spicca in particolare la crescita dei cosiddetti “nuovi mercati”, che in prospettiva saranno quelli che acquisteranno un peso sempre maggiore sia come importatori, che come esportatori, Cina in primis. Bene anche Russia, Hong Kong, India, Messico e Brasile. I distretti della regione hanno registrato un aumento delle esportazioni verso i nuovi mercati pari al 23,1% tendenziale, addirittura superiore alla media nazionale (+22%). Il risultato mostra la capacità delle imprese dei distretti emiliani di raggiungere i mercati più lontani e dinamici. Ciò si rivelerà fondamentale per lo sviluppo futuro dei sistema distrettuale, poiché in prospettiva saranno proprio i nuovi mercati ad offrire le maggiori opportunità di crescita. Sebbene emergano segnali confortanti di recupero, permangono alcune criticità. L’analisi dei dati di cassa integrazione mostra un quadro ancora piuttosto difficile della situazione del mercato del lavoro nel sistema distrettuale emiliano romagnolo. Inoltre, la variazione tendenziale dell’export dei primi nove mesi del 2010 sul 2008, evidenzia il ritardo nel processo di recupero per la maggior parte dei distretti considerati. A mostrare il più lento ritorno a valori pre-crisi sono le aree specializzate nel settore meccanico.”

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