UNIPOL CONFERMA L’INTERESSE PER L’AFFARE FONDIARIA SAI-PREMAFIN


BOLOGNA 9 GENNAIO Unipol Gruppo Finanziario Spa, anche su richiesta dellaConsob, informa che sono in corso analisi ed approfondimenti relativi al dossier Premafin- Fondiaria Sai; al momento non è stata formalizzata alcuna manifestazione di interesse in proposito.Ultime giorni di lavoro per la galassia Unipol-Finsoe per mettere a punto i dettagli relativi all’offerta su Premafin-FondiariaSai. Stando alle attese, la proposta del gruppo di Bologna dovrebbe arrivare sul tavolo dell’advisor della holding nei primi giorni della prossima settimana.Il tutto per consentire, come auspicato da diversi degli attori in gioco, in primis Mediobanca e le banche finanziatrici, di avviare una trattativa in esclusiva con uno dei soggetti coinvolti entro il termine della prossima settimana.Non a caso la stessa Unipol è uscita allo scoperto. Ieri in mattinata la compagnia ha fatto sapere, anche su richiesta della Consob, di avere in corso «analisi e approfondimenti relativi al dossier Premafin-Fonsai». Il gruppo ha però precisato di non avere ancora «formalizzato alcuna manifestazione di interesse in proposito». La complessità del deal necessita, d’altra parte, di approfondimenti a più livelli. Sia interni, per superare eventuali ritrosie o perplessità rispetto alla strategicità dell’operazione, viste le diverse anime che compongono l’azionariato Unipol, sia esterne. In quest’ottica, al di là della fattibilità finanziaria dell’offerta, Unipol si sta premurando di verificare che non esistano ostacoli “politico-industriali” sul cammino che dovrebbe portare alla fusione tra il gruppo di Bologna e FonSai, in particolar modo con riferimenti a potenziali stop dell’Isvap, dell’Antitrust o di Consob.Altro nodo chiave è poi la reale disponibilità della famiglia Ligresti a fare un definitivo passo indietro in Premafin. Se fino a qualche giorno fa sembrava che l’Ingegnere e i figli fossero disponibili ad accettare i consigli in arrivo da banche e advisor ora vorrebbero rientrare direttamente nella partita. Proprio questo nuovo attivismo ha scatenato l’ondata di offerte aggiuntive rispetto alle già note proposte di Clessidra e Unipol. In particolare, come la compagnia di Bologna, anche gli altri due ipotetici candidati alla corsa per Premafin, ossia Palladio Finanziaria e il tandem Sator-21 Investimenti, non avrebbero al momento depositato alcuna proposta ufficiale. Entrambi allo stato si sarebbero limitati a far filtrare un certo interesse per la partita.Quanto alla proposta già pervenuta da Clessidra, il fondo di Claudio Sposito sarebbe intenzionato a rilevare dalla famiglia Ligresti, che tramite le proprie cassaforti detiene il 50% della holding, i diritti d’opzione legati al futuro aumento di capitale da 400 milioni in Premafin. Il prezzo per rilevare i diritti non sarebbe ancora stato fissato alla virgola ma non sarebbe particolarmente rotondo. Si tratterebbe di qualche milione, utile a liquidare i Ligresti e funzionale a permettere a Clessidra di sottoscrivere almeno la metà dell’iniezione di liquidità della holding, per un esborso minimo di 200 milioni.Diversa sarebbe invece l’idea attualmente al vaglio di Finsoe, la holding della Coop che tira le fila di Unipol. Secondo quanto ricostruito, Finsoe si sarebbe detta disponibile ad acquistare dalla famiglia Ligresti l’intero pacchetto di azioni Premafin in suo possesso. Il prezzo non sarà quello fatto registrare dal titolo recentemente, ieri le azioni hanno chiuso a 0,29 euro, ma comunque più rotondo rispetto a quanto messo sul piatto da Clessidra. Una volta entrata, Finsoe si impegnerebbe a sottoscrivere la propria quota parte di aumento di capitale Premafin per agevolare poi la sottoscrizione da parte della holding della ricapitalizzazione in FonSai. Il tutto con l’intenzione di procedere a una fusione entro i 12 mesi successivi tra Unipol e Fondiaria, entrambe patrimonialmente rafforzate. Come è noto a fine gennaio il cda di Fondiaria discuterà di un aumento da 750 milioni, resosi necessario per mettere in sicurezza i ratios della compagnia, il cui rating a fine dicembre è stato declassato da S&P da BB+ a B (speculativo), e probabilmente anche Bologna potrebbe considerare eguali misure se si concretizzasse l’aggregazione.Il piano per Imco-Sinergia La prossima settimana, a partire da lunedì, ripartiranno i contatti tra banche creditrici e advisor per definire le tappe del riassetto nelle cassaforti di Salvatore Ligresti. Allo stato l’opzione di affidarsi ad Hines per valorizzare il patrimonio immobiliare sembra essere l’ipotesi più avanzata. Hines, di fatto, dispone già di un fondo nel quale far confluire gli asset dell’Ingegnere. In particolare, si tratterebbe di Hines Italia Social Fund. Il fondo ha una struttura con 3 comparti già autorizzati: medico scientifico, ideale per il Cerba (al quale Hines peraltro fa già da consulente); abitazioni sociali e aree industriali dismesse. La scelta di affidarsi a un professionista del settore risponderebbe alla necessità di affrontare con mezzi appropriati la complessità insita nel patrimonio immobiliare di Sinergia-Imco. Alle banche e all’advisor toccherà ora decidere quale sia l’esperto più adatto per la missione, ossia se Hines o IDeA Fimit.

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