UNIONCAMERE ER ASTER “I DISTRETTI DI FRONTE ALLA CRISI: INCONTRO CON LE IMPRESE EMILIANO-ROMAGNOLE”


BOLOGNA 8 FEBBRAIO Quale ruolo cluster e reti di impresa sono chiamati a svolgere per far fronte alla crisi, tenendo conto anche delle nuove forme di aggregazione che si fanno strada tra le PMI? Sotto questo aspetto un banco di prova significativo è rappresentato dall’Emilia-Romagna, anche alla luce della nuova sfida che viene dalla ricostruzione post terremoto, che intende puntare su qualificazione e innovazione del tessuto produttivo. Il Fondo di solidarietà dell’Ue (Fsue) per sostenere la ricostruzione ha messo in campo 670 milioni di euro, la somma più elevata mai stanziata per coprire gli enormi costi di ripristino delle infrastrutture essenziali e di fornitura di alloggi e di servizi di soccorso, nonché proteggere il patrimonio culturale della regione. Di questi fondi, 550 milioni sono destinati direttamente alla zone colpite dell’Emilia: un impegno che riconosce il ruolo della regione come area tra le più dinamiche in ambito europeo.Si tratta di una partita decisiva che coinvolge soggetti e risorse locali, nazionali e della Ue, e per la quale risulta essenziale fare gioco di squadra. Un confronto operativo su questi temi è al centro dell’incontro di oggi a Bologna, promosso da Enterprise Europe Network Italia – la rete della Commissione europea dedicata specificamente alla PMI per sostenerne competitività e innovazione – e organizzato da Unioncamere Emilia-Romagna ed Aster, partner EEN sul territorio regionale. Oltre a dibattere sui fattori decisivi per lo sviluppo delle imprese locali, l’appuntamento persegue l’obiettivo di presentare attraverso dati, esperienze e casi di successo un quadro aggiornato della realtà produttiva regionale al vice presidente della Commissione Europea Antonio Tajani e ai “mister PMI” (garanti delle Piccole e Medie Imprese) d’Europa. Si intende anche con questa iniziativa contribuire a concentrare gli sforzi per una collaborazione sempre più stretta e operativa tra interlocutori locali, nazionali ed europei a beneficio della competitività e dell’innovazione delle PMI, facendo leva sulle potenzialità offerte da cluster, reti e altre modalità di aggregazione tra imprese. Un esempio di intervento efficace a favore delle piccole e medie imprese è senza dubbio Enterprise Europe Network, la rete della Commissione europea dedicata alle PMI, impegnata a sostenerne la crescita sui mercati esteri, l’innovazione, il trasferimento tecnologico. EEN rappresenta di fatto il più vasto network di assistenza alle imprese a livello globale in quanto opera attraverso oltre 600 punti di contatto in 54 paesi, 27 UE e 27 extra Ue, tra cui molte economie emergenti.EEN Italia, organizzata in 5 consorzi (Alps, BRIDG€conomies, Cinema, Friendeurope, Simpler), conta 51 membri, tra cui figurano: Camere di commercio, organizzazioni imprenditoriali a livello locale (Confindustria, Confesercenti), centri di ricerca e di promozione dell’innovazione (tra cui CNR, ENEA, Apre), università, enti di sviluppo territoriale.In base agli ultimi dati, non ancora definitivi, nel periodo 2011-2012 Enterprise Europe Network Italia ha reso possibile la conclusione di 394 accordi transnazionali tra PMI italiane e straniere: 125 di cooperazione commerciale, 77 di trasferimento tecnologico e 192 di ricerca. In tal modo il nostro Paese si colloca nel biennio 2011-2012 al quarto posto in Europa per accordi di cooperazione tra operatori italiani e stranieri conclusi con l’assistenza della rete (dopo Germania, Regno Unito e Spagna) e sale al secondo posto in particolare per le intese in campo commerciale.Nello stesso periodo, grazie ai servizi forniti gratuitamente dalla rete, secondo le ultime stime, oltre 4.000 imprese italiane hanno partecipato a missioni ed eventi B2B organizzati da EEN; sono stati più di 11.000 gli incontri one to one tra operatori italiani e stranieri; sono stati erogati alle PMI oltre 5.500 servizi specialistici in materia di innovazione e internazionalizzazione (IPR, audit tecnologici, business review, indagini di mercato, ricerca di finanziamenti, etc). Servizi che le imprese italiane hanno mostrato di apprezzare anche in termini di impatto su fatturato e occupazione, come risulta dai dati emersi nell’indagine condotta da alcuni partner di EEN su oltre 1.000 imprenditori europei che hanno siglato intese commerciali, di ricerca, e di trasferimento di tecnologia grazie alla rete. Gli imprenditori italiani interpellati hanno valutato un impatto medio degli accordi conclusi sul proprio fatturato pari a circa 74.000 euro, mentre quello sull’occupazione si attesta sui 3 posti di lavoro creati o mantenuti.Alla luce di questi risultati positivi i partner italiani sono fortemente impegnati nel sostenere lo sviluppo delle attività della rete nell’ambito di COSME, il programma previsto della UE a favore della competitività delle PMI per la prossima programmazione 2014-2020.In Emilia-Romagna nel biennio 2011-12 la rete EEN ha realizzato, attraverso i tre partner del consorzio SIMPLER (Unioncamere Emilia-Romagna, Eurosportello della CCIAA di Ravenna e Aster) numerose iniziative di informazione, consulenza e promozione, a cui hanno partecipato oltre 1.560 operatori; ha accompagnato 798 imprese a missioni ed eventi B2B; ha organizzato oltre 1.382 incontri d’affari one to one tra operatori della regione e stranieri; ha erogato più di 448 servizi specialistici in materia di internazionalizzazione e innovazione alle PMI (tutela della proprietà intellettuale, brevetti, audit tecnologici, ricerca partner stranieri, indagini di mercato, business review; ricerca finanziamenti). Grazie ai servizi e alle opportunità offerte dalla rete è stata possibile la conclusione di 45 accordi di cooperazione in ambito commerciale, tecnologico e di ricerca tra imprese emiliano-romagnole e operatori stranieri. La rete EEN ha trovato terreno fertile in questa regione, propensa all’innovazione ed all’internazionalizzazione. Ne sono un esempio i contratti di rete, utile supporto che permette alle pmi di conseguire una dimensione adeguata per gestire insieme programmi finalizzati a competere nei mercati più lontani, grazie alle informazioni e al know how messi in comune attraverso l’aggregazione. Secondo dati aggiornati a novembre, l’Emilia-Romagna è al terzo posto in Italia, subito dietro a Lombardia e Toscana per diffusione dello strumento: 312 imprese hanno sottoscritto contratti di rete per realizzare 90 programmi comuni.Hanno aperto l’incontro Ugo Girardi, Segretario Generale, Unioncamere Emilia-Romagna e Giuseppe Tripoli, Mister PMI Italia, Ministero dello Sviluppo Economico.Quindi sono seguite le relazioni di Guido Caselli, responsabile area studi Unioncamere Emilia-Romagna, Paolo Bonaretti, direttore ASTER e rappresentante SAG Enterprise Europe Network Italia e Claudio Mura, ERVET.Nel corso dell’incontro non sono mancate testimonianze significative da parte di imprese che sono riuscite ad affermarsi sui mercati esteri, alcune delle quali hanno usufruito dei servizi della rete EEN, come ad esempio la Pollution, azienda operante nel settore dell’analisi dell’aria. Altro caso di successo è la Stazione sperimentale per l’industria delle conserve alimentari (SSICA), azienda speciale della CCIAA di Parma, che grazie a un accordo di ricerca con una impresa francese concluso con il supporto di EEN e attraverso Unioncamere Emilia-Romagna, ha presentato nell’ambito del 7° Programma Quadro una proposta di studio per tappi e capsule ecosostenibili da utilizzare per confezioni alimentari.Altre testimonianze sono state portate da Consorzio Parmigiano-Reggiano, Fipal s.r.l.-Quality packaging solutions, Ital-Frutta e Aires srl.Ha concluso i lavori l’intervento del Vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet