Acqua Hera: garantita da 400.000 analisi all’anno


bologna 7 settembre Dagli impianti al contatore domestico, passando per la rete acquedotto, sono circa 400.000 (1.100 al giorno) le analisi compiute da Hera nel 2010 sulle acque potabili, cui si aggiungono le oltre 300.000 analisi effettuate dalle Aziende Usl del territorio. Per quanto riguarda nello specifico i controlli eseguiti lungo la sola rete di distribuzione e sui principali 16 parametri che definiscono la qualità dell’acqua, sono stati 64.915 nel 2010. Di questi, 10.837 sono stati effettuati nel territorio gestito dalla Struttura Operativa Territoriale di Bologna.I dati sono alcuni fra i tanti che emergono dal report “In buone acque” pubblicato da Hera, che verrà presentato ufficialmente lunedì mattina a Genova nell’ambito del Festival dell’Acqua organizzato da Federutility. Una scelta di qualitàIl report giunge quest’anno alla sua terza edizione, con l’obiettivo di verificare e comunicare la qualità dell’acqua erogata sulla base di parametri misurabili e confrontabili sia rispetto ai limiti di legge che alle etichette delle acque in bottiglia. Attraverso il Report Hera vuole infatti rafforzare la fiducia dei cittadini nei confronti di un’acqua che non è semplicemente potabile, ma anche sicura per la salute (potendo essere classificata come oligominerale a basso tenore di sodio), vantaggiosa per l’ambiente (evitando gli impatti ambientali legati in Italia al consumo di acqua in bottiglia) ed economica. Report unico in ItaliaPensato da Hera come uno strumento accessibile da parte di tutti, disponibile on line e in distribuzione presso gli sportelli clienti del Gruppo e in molte scuole del territorio, “In buone acque” è un’esperienza unica in Italia nel settore idrico e assimilabile solo a poche altre realtà europee, soprattutto di area anglosassone, in cui i gestori sono tenuti per norma di legge a rendicontare la qualità dell’acqua erogata. Hera esegue in media 1.100 analisi al giorno su tutta la filiera Sfogliando le 80 pagine del rapporto, completamente rinnovato nella grafica per renderne ancora più immediata la lettura, si evince come sull’acqua potabile fornita da Hera sia garantito un controllo costante lungo tutta la filiera di produzione, dal prelievo fino alla distribuzione. In particolare, nel 2010 i laboratori del Gruppo hanno effettuato 398.587 analisi (pari a 1.100 al giorno), compiute su campioni d’acqua prelevati presso i 326 impianti di potabilizzazione, i 1.415 punti di captazione e lungo oltre 31mila km di rete nelle provincie di Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, oltre ad alcuni comuni toscani e marchigiani.Qualità dell’acqua rispetto ai limiti di leggeIl risultato finale di questo impegno è un’acqua che oltre ad essere buona da bere, si può considerare assolutamente sicura, conforme ai limiti di legge praticamente nella totalità dei casi (99,8%). Oggetto di controllo, sono state anche le concentrazioni di 6 parametri, selezionati in quanto a più alto tenore di tossicità secondo l’Organizzazione Mondiale Sanità (clorito, trialometani-totale, tetracloroetilene+tricloroetilene, nitrato, nitrito, antiparassitari-totale), misurate da Hera lungo la rete di distribuzione e confrontate con le concentrazioni massime ammissibili nell’acqua potabile: nei diversi territori, le concentrazioni medie risultano fra il 75% e il 90% inferiori ai limiti di legge. I principali dati sul territorio di BolognaA fronte di una rete acquedotto che misura circa 7.000 km, Hera ha eseguito nel 2010 10.837 analisi sui 16 principali parametri che definiscono la qualità dell’acqua. Inoltre , le concentrazioni medie di 6 parametri selezionati in base alle indicazioni dell’OMS sono risultate inferiori ai limiti di legge del 90%. Simili dati confermano anche la validità dei processi di trattamento cui Hera sottopone l’acqua negli impianti di potabilizzazione prima di immetterla in rete: a Bologna il 23% dell’acqua è trattata con la sola disinfezione, mentre il 77% prevede anche trattamenti più complessi.Ai controlli direttamente eseguiti da Hera, si aggiungono quelli svolti dall’Azienda Usl: 1.521 campioni prelevati negli impianti di distribuzione della provincia di Bologna sono stati esaminati nel solo 2010. Con l’acqua di rete impatto ambientale 200/300 volte inferiore rispetto all’acqua in bottiglia“In buone acque”, mette anche in evidenza, con dovizia di dati, i benefici sia economici che ambientali dell’uso di acqua del rubinetto. Per quanto riguarda l’impatto ambientale, viene considerata la cosiddetta “impronta ecologica” dell’acqua potabile rispetto a quella distribuita in bottiglia. L’impronta ecologica è una metodologia che consente di misurare la quantità di territorio necessario per produrre l’energia e i materiali consumati in un determinato processo produttivo. Ebbene: 1.000 litri di acqua del rubinetto “consumano” fra gli 1,2 e i 2,1 metri quadri di terreno, mentre 1.000 litri di acqua in bottiglia “consumano” fra i 469 e i 613 metri quadri (oltre la superficie di un campo da basket!), vale a dire 200/300 volte di più.Altra misura del beneficio ambientale del consumo di acqua di rete è l’emissione di CO2. Il rapporto evidenzia come considerando gli 11 miliardi di litri di minerale consumati (con 192 litri procapite, l’Italia è al primo posto in Europa per consumo di acqua in bottiglia), l’Italia utilizza per la produzione dell’imballaggio 350mila tonnellate di PET (il 78% dell’acqua consumata in Italia è in bottiglia di plastica), pari a 665mila tonnellate di petrolio e provoca l’emissione di 1 milione di tonnellate di CO2, l’equivalente di 6,8 milioni di cassonetti di plastica da trattare ogni anno. Preferire l’acqua di rubinetto al posto di quella in bottiglia genera benefici per il portafoglio oltre che per l’ambiente.Il risparmio economico Anche l’aspetto economico è oggetto delle analisi contenute nel rapporto. Vengono infatti messi a confronto i 250 euro spesi per 1.000 litri di acqua in bottiglia con gli 1,5 euro l’anno necessari a pagare lo stesso quantitativo di acqua di rubinetto. L’indicatore Carocibo della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna evidenzia inoltre che più del 9% della spesa alimentare di una settimana (4,22 euro) è dedicato all’acqua minerale. www.gruppohera.it/acqua: il nuovo canale web dedicato all’acquaIl report “In buone acque”, da lunedì 5 settembre sarà consultabile anche all’interno della nuova sezione dedicata all’acqua del sito web Hera, per rendere ai cittadini un’informazione ancora più completa e tempestiva. All’indirizzo www.gruppohera.it/acqua saranno disponibili numerose funzionalità per conoscere ancora meglio ciò che si beve. Ad esempio si potranno rivolgere domande e chiedere approfondimenti attraverso la funzione L’esperto risponde. Oppure digitando il nome del proprio comune si potranno visualizzare con un click i parametri chimico-fisici (ammonio, cloruro, pH, durezza, fluoruro, nitrato, nitrito, residuo secco a 180 °C, sodio) dell’acqua che esce dal proprio rubinetto. Altra funzionalità di grande interesse è quella relativa alla cosiddetta Acqua virtuale, in cui è possibile scoprire l’acqua contenuta negli alimenti di maggior consumo. Molto utile anche la sezione FAQ, in cui potranno essere consultate le domande più significative (e le relative risposte di Hera) poste all’azienda dai cittadini negli ultimi 4 anni; una sezione che sarà costantemente arricchita in base alle nuove problematiche affrontate.Chiarini: “consumo di acqua di rubinetto, scelta importante e consapevole”“Bere l’acqua del rubinetto rappresenta una scelta di consumo importante – commenta Maurizio Chiarini, Amministratore Delegato di Hera – e per questo deve essere basata su consapevolezza e dati oggettivi. Per questo, fornire ai cittadini informazioni veritiere, semplici e comprensibili rispetto a un bene primario come l’acqua è una parte importante dell’impegno e della responsabilità con cui ogni giorno gestiamo un servizio che garantisce un’acqua di qualità a oltre 3 milioni di persone. E’ quello che ci prefiggiamo di fare anche attraverso questo Report, che ha l’obiettivo di promuovere una scelta di consumo più compatibile con l’ambiente e nello stesso tempo più economica.”

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