Emil Banca chiude la miglior semestrale dall’inizio della crisi


bologna 7 agosto Quella appena chiusa è stata una delle migliori semestrali di Emil Banca dall’inizio della crisi. I dati del bilancio dei primi sei mesi 2013 della Banca di Credito Cooperativo presente con 48 filiali nelle provincie di Bologna, Modena e Ferrara fanno intravedere, se non una vera e propria inversione di tendenza della crisi economica, almeno i segnali di quella graduale ripresa annunciata dal Presidente della Bce, Mario Draghi, per la fine del 2013. I volumi registrati a fine giugno evidenziano con chiarezza la forte dinamicità della banca nel comparto della raccolta diretta che, nonostante il rimborso di un Prestito Obbligazionario di 30 milioni di euro collocato sui mercati internazionali, è cresciuta, nel semestre, di quasi 37 milioni di euro, trascinata dalla fiducia che il territorio continua a concedere alla Bcc che conta circa 200 nuovi correntisti alla settimana (lo scorso anno la media era di 163). L’analisi del conto economico mostra una sostanziale tenuta del margine di intermediazione mentre l’utile lordo aziendale del semestre si attesta sui 2,6 milioni di euro, dopo aver accantonato quasi 15 milioni di euro a fronte di eventuali perdite sui crediti.. Positivi anche i dati sulla qualità del credito, che resta comunque la principale criticità dell’intero sistema bancario. Anche se il dato sulle sofferenze, in linea con i dati ABI, continua ad avere un segno +, in questi sei mesi ben oltre mille posizioni hanno migliorato il loro grado di rischio e sono diminuite sensibilmente quelle classificate ad andamento anomalo. “I risultati positivi della semestrale – dichiara il presidente Giulio Magagni- sono da ricondurre anche ad un riposizionamento della banca che, come indicato nel piano strategico, si sta ri-orientando verso il target “medio-piccolo”, riaffermando così lo spirito originario delle Banche di Credito Cooperativo ed il loro modo differente di fare banca”. Significativo, in questo senso, il dato sugli impieghi che in valore assoluto sono diminuiti di circa 40 milioni di euro (-2,4%) mentre il numero di operazioni di finanziamento concluse è aumentato addirittura del 20%. “Storicamente – spiega il direttore generale Daniele Ravaglia – il Credito Cooperativo è nato per aiutare le classi meno abbienti ad affermarsi da un punto di vista economico. Nei momenti di crisi, abbiamo sempre svolto una funzione di sviluppo locale, per proteggere il territorio ed aiutarlo a superare i momenti difficili. Oggi come allora, sia attraverso la nostra quotidiana attività bancaria basata sui principi della cooperazione e della solidarietà, sia attraverso la messa in campo di progetti specifici, rinnoviamo il nostro impegno per fornire alle fasce meno protette del nostro sistema territoriale gli strumenti per crescere”. A dimostrare la bontà della strada intrapresa c’è il successo del progetto avviato a febbraio assieme al Fei, il Fondo Europeo per gli Investimenti, che ha permesso ad Emil Banca di dedicare 6 milioni di euro al microcredito per lo sviluppo, erogando piccoli prestiti (inferiori a 25 mila euro) per la nascita e la crescita di nuove imprese senza la richiesta di garanzie reali da parte degli imprenditori. In questi pochi mesi sono già stati deliberati più di 60 prestiti per un totale di oltre un milione di euro, circa la metà dei quali sono andati a finanziare la nascita di piccole attività imprenditoriali nei comuni colpiti dal sisma del maggio dello scorso anno. “Il mercato attuale ci impone di essere certamente più selettivi nella concessione dei finanziamenti – ha commentato Ravaglia – Ma tengo a sottolineare che il calo degli impieghi registrato nei primi sei mesi dell’anno non significa che abbiamo abbandonato le imprese locali. In questo primo semestre, infatti, le pratiche deliberate ammontano a 587 milioni di euro mentre quelle respinte si attestano attorno a 20 milioni di euro, pari ad appena il 3,7% del totale”.

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