REGIONE EMILIA-ROMAGNA – LABORATORI DELLA RETE ALTA TECNOLOGIA, SUPERATI I 100 MILIONI DI EURO


bologna 7 gugno 100 milioni di euro. È questo il valore dei contratti di ricerca sottoscritti dai laboratori della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna. Un traguardo simbolico, ma anche la testimonianza del fatto che, nonostante la crisi, le imprese non hanno perso la volontà di investire in innovazione. In prima linea troviamo le Pmi emiliano-romagnole ma, a riprova del valore delle competenze dei laboratori, un 15% del fatturato proviene da imprese di altre regioni che per fare ricerca hanno scelto di venire in Emilia-Romagna.La Rete Alta Tecnologia all’inizio riuniva 35 tra laboratori e centri di ricerca, per lo più universitari o legati a CNR ed ENEA. A questi si sono aggiunti altri 47 laboratori che hanno ottenuto l’accreditamento in questi anni. Tredici centri per l’innovazione lavorano poi per portare questa offerta e queste competenze alle imprese. I risultati? Sono ora nero su bianco nel ‘cruscotto’ che dal 2010 registra – su base volontaria – i contratti di ricerca sottoscritti.Complessivamente parliamo di 1.302 contratti, di cui 367 pari a un valore di circa 59 milioni sostenuti da finanziamenti pubblici (regionali, nazionali e comunitari) e 935 solo dalle imprese (per un valore 44,5 milioni). Guardando ai settori, il maggior numero di contratti arriva da Meccanica e materiali, con 400, seguita da Scienze della vita con 216 e Agroalimentare con 211. Per il valore dei contratti l’importo maggiore arriva dalla Piattaforma Energia e ambiente con quasi 23 milioni seguita da Meccanica con 20,3 e ICT e design con 19,2. La percentuale più alta di contratti sostenuti solo dalle imprese è nel settore Scienze della vita, dove gli investimenti delle imprese raggiungono il 68,7% della spesa totale. Il luogo comune che vuole le Pmi poco inclini a imboccare con convinzione la strada dell’innovazione, viene smentito dai dati del cruscotto della Rete: tra tutte le imprese mappate il 53,9% di quelle che hanno commissionato ricerche ai laboratori sono Pmi e hanno messo in campo contratti in media da 53mila euro. Complessivamente i progetti realizzati hanno creato 200 contratti per nuovo personale, portato 67 ricercatori a lavorare in impresa e 45 tecnici d’azienda nei laboratori. Sono stati realizzati 136 prototipi e 6 brevetti, di cui 5 congiunti.Il valore delle competenze presenti nei nostri laboratori è confermato, invece, dal fatto che il 15,2% del fatturato realizzato, quindi oltre 15 milioni di euro, proviene da imprese che hanno sede fuori regione. Guardando solo al fatturato realizzato con le grandi imprese, quelle più strutturate e che meno difficoltà hanno a trovare competenze – sia al proprio interno sia sul mercato – questa percentuale sale addirittura al 29,8%. Il cruscotto, infine, testimonia anche l’importanza del contributo della Regione: proviene da via Aldo Moro, infatti, il 65% dei finanziamenti che hanno sostenuto i progetti realizzati

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