BAROMETRO CRIF DELLA DOMANDA DI CREDITO DELLE IMPRESE Ripartono a doppia cifra i finanziamenti


BOLOGNA 7 GIUGNO Il numero di finanziamenti richiesti da parte delle imprese italiane (analizzati sulla base delle anagrafiche riconducibili sia a imprese individuali sia a società di persone e capitali), nell’ultima rilevazione del mese di maggio non solo confermano il segno positivo degli ultimi 3 mesi (marzo e aprile avevano segnato entrambi +3%) ma registrano una crescita in doppia cifra, +12% ponderato a parità di giorni lavorativi rispetto allo stesso mese del 2011. Non succedeva da settembre 2009 (quando l’incremento era stato del +10%) e per trovare una variazione più sostenuta bisogna tornare indietro addirittura fino a giugno 2009 (+13%).Anche analizzando la domanda aggregata nei primi cinque mesi del 2012 emerge una crescita rispetto al corrispondente periodo del 2011 (+3,4%), con un ritorno al segno positivo che non si registrava dal 2009. Queste evidenze emergono dal Barometro CRIF sulla domanda di credito da parte delle imprese italiane, elaborato sulla base del patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 8 milioni di posizioni creditizie attribuite a utenti business.La rappresentazione grafica dell’andamento del numero di finanziamenti richiesti a partire da gennaio 2009 consente di meglio comprendere la dinamica in atto da quando la crisi economica ha cominciato a far sentire i suoi effetti.“Dopo molti mesi in cui la domanda di finanziamenti dalle imprese è risultata sostanzialmente piatta, nell’ultimo trimestre si sono consolidati i primi segnali di ripresa, sintomo che i bisogni di approvvigionamento da parte degli operatori economici stanno cominciando a trovare sfogo – commenta Enrico Lodi, Direttore Generale Credit Bureau Services. – Inoltre, la richiesta di finanziamenti di importo medio superiore rispetto al recente passato potrebbe rappresentare una ulteriore conferma delle esigenze delle imprese italiane pur in una fase ancora caratterizzata da una sostanziale debolezza del quadro congiunturale e dall’incertezza sulle prospettive di ripresa”.

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