UNIONCAMERE E/R Giornata dell’Economia 2011 Quale crescita per il modello emiliano-romagnolo?


BOLOGNA 6 MAGGIO Più 1,3 per cento. Questo l’ aumento del valore aggiunto emiliano-romagnolo previsto per il 2011, secondo le previsioni Prometeia – Unioncamere nazionale diffuse in occasione della Nona edizione della Giornata dell’Economia che si svolge in tutte le Camere di commercio della regione in parallelo a quanto accade in tutti gli enti camerali italiani. Se i timidi segnali di ripresa registrati negli ultimi mesi troveranno conferma nel prossimo futuro, la crescita è destinata a consolidarsi nel biennio 2012-13, con un incremento medio annuo dell’ 1,6 per cento. A livello nazionale è previsto un +1,2 per cento per il 2011 ed un +1,4 per cento medio annuo per il successivo biennio. Il consolidamento della ripresa avrà effetti positivi sul mercato del lavoro con una disoccupazione prevista in calo al 5,6 per cento per il 2011 (dal 5,7 per cento del 2010) ed in ulteriore contrazione a fine 2013 al 5,3 per cento, molto al di sotto della media nazionale pari all’8,2 per cento. In crescita anche il valore aggiunto per abitante e per occupato.Si conferma per gli anni a venire il ruolo di traino dell’economia regionale svolto dal commercio con l’estero. I dati Prometeia – Unioncamere nazionale, infatti, prevedono che l’incidenza delle esportazioni sul valore aggiunto cresca ulteriormente dal 35 per cento del 2011 (il corrispondente valore a livello nazionale è del 24,5 per cento) al 38,4 per cento del 2013 (per l’Italia è il 26,8 per cento) determinando un ulteriore aumento del già notevole grado di apertura dell’economia regionale. Le esportazioni emiliano-romagnole hanno fatto segnare per il 2010 un +16,1 per cento, secondo i dati forniti dall’ISTAT. Si tratta di un aumento notevole anche se ancora insufficiente a recuperare integralmente i valori del 2008, quelli precedenti alla crisi. Tra i settori di maggior rilievo, sono particolarmente positive le performance degli articoli farmaceutici (+44,6 per cento) e dei prodotti chimici (+25,1 per cento). Di rilievo i risultati della meccanica che, col 54,8 per cento dell’export regionale, è il comparto più rappresentativo e fa registrare un aumento del 18 per cento. Le aree verso cui le esportazioni si dimostrano più dinamiche sono quelle che registrano una maggior crescita economica, cioè, l’Asia orientale (+30,5 per cento) e l’America centro-meridionale (+50,8 per cento). Questi e altri dati inediti ed aggiornati fotografano l’economia del territorio dell’Emilia-Romagna attraverso una serie di eventi, convegni e conferenze pubbliche con la partecipazione del mondo dell’impresa, delle istituzioni e dell’università, che si svolgono nelle diverse sedi camerali secondo una diversa scansione temporale iniziata oggi con un prologo a Parma che proseguirà soprattutto domani.“Se le crisi che si sono susseguite nel tempo prima di questa hanno preceduto una crescita successiva – dice il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Andrea Zanlari – in questo caso non è facile capire cosa vi è oltre il crinale. Credo che il nuovo modello di economia, che si dovrà costruire, è quello di una crescita adeguata e non più infinita, in cui si governano i cambiamenti e non si subiscono solamente, in cui si recupera la qualità dell’economia che è dentro la risorsa umana. Dove l’impresa è sinonimo di comunità fatta da persone che condividono il senso del lavoro ed attraverso il lavoro assolvono ad una funzione e ad una responsabilità”. Per una “mappa” delle iniziative nelle Camere di commercio della regione consultare l’indirizzo http://www.ucer.camcom.it/comunicazione/notizie/giornata-economia

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