UNIONCAMERE ER Artigianato: non peggio, non meglio


bologna 5 settembre Il secondo trimestre si è chiuso con un bilancio ancora negativo, anche se più contenuto. La produzione scende del 4,6 per cento. Deboli sui mercati esteri. A fine marzo le imprese attive sono risultate 30.857, in calo del 2,4 per cento.Un po’ meno nero e un po’ più di grigio. Parlare di tonalità di colore aiuta a capire i dati dell’indagine sulla congiuntura dell’artigianato realizzata in collaborazione tra Camere di commercio, Unioncamere Emilia-Romagna e Unioncamere. Il secondo trimestre si è chiuso infatti con un bilancio ancora negativo, anche se più contenuto. Il fatturato, valutato prezzi correnti, è sceso del 5,2 per cento, la produzione è diminuita del 4,6 per cento, una flessione meno pesante di quella del 6,3 per cento riferita al trimestre precedente, e gli ordini acquisiti si sono ridotti del 5,8 per cento. Questa tendenza, più pesante di quella riferita alla produzione, non depone a favore di un’evoluzione positiva nel breve termine. Come già avvenuto per la prima volta lo scorso trimestre, le poche imprese con accesso ai mercati esteri non ne hanno tratto beneficio. Il fatturato estero è diminuito solo dello 0,7 per cento, ma gli ordini esteri si sono ridotti dell’1,5 per cento.Il basso profilo dell’attività si è associato ad una nuova riduzione della consistenza delle imprese artigiane manifatturiere. A fine giugno 2013 quelle attive erano 30.857, il 2,4 per cento in meno rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.

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