Unipol rinuncia a ricorso Tar contro Antitrust


bologna 4 luglio Unipol ha rinunciato al suo ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento con il quale l’Antitrust ha autorizzato a giugno dello scorso anno l’operazione di aggregazione con il gruppo Fonsai prescrivendo alcune cessioni per evitare effetti restrittivi della concorrenza.L’atto di rinuncia è stato formalmente depositato ieri, alla vigilia dell’udienza fissata per la discussione di merito sul riscorso.Un portavoce della compagnia bolognese ha confermato la notizia senza però dare ulteriori dettagli sui motivi della decisione.Secondo alcune fonti vicine alla vicenda alla base della rinuncia vi potrebbero essere ragioni di opportunità legate al processo di vendita già avviato.”La sensazione è che Unipol voglia evitare di creare una situazione di incertezza in un momento in cui il processo di vendita è in corso e soprattutto nell’ipotesi in cui questa sia a buon punto e a condizioni soddisfacenti”, dice una fonte.L’Antitrust ha chiesto al nuovo gruppo di cedere asset in quantità tale da non superara la soglia del 30% del mercato in tutti i rami dell’attività assicurativa sia a livello nazionale che provinciale,In gioco ci sono 1,7 miliardi di premi da cedere entro fine anno.Unipol aveva contestato in particolare le modalità di individuazione delle quote di mercato rilevanti nel settore dei danni. Tra i nodi del contendere la questione dei dati da utilizzare: secondo la Unipol i dati avrebbero dovuto comprendere anche i premi raccolti dalle compagnie estere in Italia, come risulta dall’Ania (in modo da abbassare la quota di mecato che la nuova compagnia si troverebbe a controllare) al contrario dei dati Ivass utilizzati dall’Antitrust. Secondo una fonte vicina alla vicenda i dati di riferimento sarebbero rimasti sempre quelli dell’Ivass ma calcolati al 2013 anzichè al 2012, così come sarebbe rimasto invariato il perimetro di cessione già individuato in precedenza con l’assistenza degli advisor.Alla luce di tutto questo non è escluso che l’ammontare dei premi, in valore assoluto, potrebbe anche scendere.”Visto che il processo di cessione si effettua nel 2013 è ragionevole considerare nell’ottemperanza delle prescrizioni dell’Antitrust i dati di mercato dell’anno in corso ma in generale i paletti imposti dall’Autorità rimangono”, dice la fonte.”L’importante è che si rispetti la soglia del 30% del mercato. Gli asset da cedere sono già stati individuati. Potrebbe anche esserci uno scostamento nel valore assoluto dei premi da vendere, ma non diventa rilevante”.

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