CFI – Camillo De Berardinis è il nuovo amministratore delegato


BOLOGNA 4 LUGLIO Camillo De Berardinis è il nuovo Amministratore delegato di CFI, Cooperazione Finanza Impresa. Lo ha nominato l’Assemblea dei Soci, in sostituzione di Alberto Zevi, che ha ricoperto l’incarico per 25 anni, e cioè dalla costituzione della società.“Credo fortemente nel valore dell’attività di CFI come strumento valido per la salvaguardia economica e l’integrazione sociale del Paese”- ha sottolineato Camillo De Berardinis nel suo intervento. “Oggi la domanda di cooperazione è crescente” -ha aggiunto- “poiché è la forma di impresa che ha saputo dimostrare nel tempo la forte capacità di far fronte ai problemi generati dalla crisi. È necessario quindi continuare a rispondere alle aspettative e lavorare strutturando l’attività in sinergia con gli strumenti a servizio dello sviluppo dell’impresa cooperativa offerti dal sistema e la promozione di progetti per realizzare esperienze lavorative nuove e dinamiche”.“Le tre centrali cooperative sono presenti e vigili sull’attività di CFI”- ha dichiarato il Presidente di Legacoop, Giuliano Poletti, durante l’incontro- “Cooperazione Finanza e Impresa è un punto di riferimento di valore all’interno degli strumenti per il sostegno e lo sviluppo delle imprese, un esempio concreto di lavoro per il raggiungimento di obiettivi e finalità comuni. C’è un evoluzione in atto di difesa e cambiamento e supporto nelle scelte che aiutino le imprese a riposizionarsi nel futuro, ed oggi come ieri l’orientamento è affiancare tutti i lavoratori che vogliono investire in modo responsabile nel creare impresa”. Costituita nel 1986 dalle cooperative di lavoro aderenti alle tre principali associazioni del movimento cooperativo – AGCI, Confcooperative e Legacoop – per gestire il fondo della legge “Marcora” (n°49/1986) destinato alla salvaguardia dell’occupazione attraverso la creazione di imprese cooperative, CFI (i cui soci sono 240 cooperative, il Ministero dello Sviluppo Economico e Invitalia) è stata la prima realtà, in Italia, che si è specializzata nell’intervento in capitale di rischio di cooperative di lavoro e sociali. Con risultati di assoluto rilievo. Nei suoi 25 anni di attività ha infatti finanziato, con modalità spesso del tutto innovative, oltre 200 cooperative di lavoro e sociali che danno lavoro a più di 10.000 persone, facendo crescere, nel contempo, la cultura cooperativa in termini di capacità di gestione e di governo delle imprese. Nella prima fase di attività ha investito nel capitale di rischio di oltre 150 cooperative di produzione e lavoro costituite da dipendenti di aziende in crisi (operazioni di workers/employees buy-out) e ha complessivamente promosso l’occupazione stabile di circa 6 mila lavoratori. Dal 2003 finanzia anche operazioni di start up, sviluppo e riposizionamento di imprese costituite in forma di cooperativa di lavoro e sociale. Dai dati relativi alle richieste di intervento giunte a CFI si evince che la nuova domanda, a differenza di quanto era avvenuto negli anni precedenti la crisi, è composta, per la metà, da cooperative promosse da lavoratori dipendenti di aziende in crisi al fine di salvaguardare la loro occupazione. Su un totale di 10 domande di intervento, per un ammontare complessivo di risorse richieste pari a 4 milioni e 35 mila euro, 5 sono relative alla ripresa di aziende in crisi, mentre le altre 5 sono state proposte da cooperative esistenti per piani di ristrutturazione o sviluppo. “La leggera ripresa manifestatasi a livello generale nel 2010 – ha sottolineato Alberto Zevi – non è stata tale da ripristinare le condizioni di mercato precedenti alla crisi; la caduta della domanda e le problematiche connesse alla disponibilità di risorse hanno comportato un indebolimento generale dell’apparato produttivo da cui non sono rimaste immuni le cooperative, comprese quelle partecipate da CFI”. Nel loro insieme le cooperative partecipate da CFI hanno visto crescere il valore della produzione nel 2010 rispetto al 2009 del 2% (nel 2009 si era invece manifestata una diminuzione del 6,1 %). Complessivamente la loro produzione ha superato i 350 milioni di euro. Non si può non riscontrare, peraltro, che nel contesto di leggera ripresa, ancora nel 2010 un terzo delle cooperative partecipate (contro oltre il 54% nell’anno precedente) ha visto diminuire il valore della produzione. Nei primi mesi del 2011 i contatti e le domande presentate da parte di cooperative attive o da parte di nuove cooperative si sono ulteriormente accresciute. Grazie anche a quelle presentate nel 2010 è così aumentato il numero delle delibere. Finora sono state assunte sette delibere in altrettante cooperative per un ammontare complessivo di 2.033.000 euro: 1.353.000 euro per interventi in capitale di rischio e 680.000 euro in finanziamento o concessione di garanzie

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