QUALIVITA ITALIA OGGI: ECCO IL POSIZIONAMENTO DELL’EMILIA ROMAGNA


BOLOGNA 4 GENNAIO Dopo le classifiche del Sole 24 Ore arrivano quelle di Italia Oggi e come tradizione la caccia è al miglior posizionamento nella graduatoria che fotografa la qualità della vita in Emilia Romagna. Vediamo com’è andata.** Ecco la classifica finale: 5 REGGIO EMILIA7 PARMA 18 RAVENNA 24 MODENA25 FORLI 31 FERRARA 38 PIACENZA 40 BOLOGNA 55 RIMINI Trento si conferma per il secondo anno consecutivo al primo posto nella classifica elaborata dall’Università La Sapienza di Roma per ItaliaOggi sulla qualità della vita. A conferma di un benessere che, nonostante i ritocchi effettuati quest’anno nei criteri metodologici, per rendere la ricerca sempre più aderente al vissuto reale delle città italiane, non teme confronti. Dalla ricerca emergono anche altri aspetti di interesse. Oltre al dato un po scontato che la crisi economica ha portato ad un peggioramento complessivo della qualità della vita, percepito in modo più acuto nelle regioni meridionali, vi è la sorpresa di una sostanziale tenuta dei livelli di benessere nei grandi centri urbani. In effetti, se è vero che dai primi anni 80 le grandi città hanno continuato a perdere abitanti, da qualche tempo si registra una netta inversione di tendenza: la popolazione delle metropoli ha ricominciato a crescere, un chiaro indice di miglioramento della qualità della vita. Il motivo è semplice: le città hanno ripreso ad attirare investimenti. Roma, che per molto tempo è rimasta sotto i 3 milioni di abitanti, ora quasi è arrivata a 4 mln. Lo stesso fenomeno si è registrato a Milano. E’ una criticità o una opportunità? Dal punto di vista ambientale l’inurbamento sembra un fatto negativo, in realtà il progredire della tecnologia sta risolvendo molti dei problemi che si ponevano fino a poco tempo fa. Si pensi solo alle energie sostenibili e alle possibilità che stanno aprendo per produrre energia senza inquinare. Altro fattore di sviluppo: l’istruzione. Le grandi città come Roma e Milano hanno dato origine a decine di nuovi atenei, che possono sopravvivere solo contando su una massa critica di studenti in grado di giustificare gli investimenti necessari a sviluppare nuove modalità di trasmissione del sapere. Secondo Edward Glaeser, uno dei massimi esperti di economia urbana, le grandi metropoli in tutto il mondo si stanno attivando per reinventarsi. I due pilastri di questo processo sono proprio l’istruzione e la libera impresa. Sono questi i fattori determinanti che consentono alle città di superare per prime i momenti di crisi dei sistemi economici. Dai dati della ricerca sulla qualità della vita di ItaliaOggi emergono, in netta controtendenza con la situazione media italiana, segnali evidenti di aumento del benessere nelle grandi città. Restano stabili gli aspetti negativi, come l’inflazione o il costo degli immobili, mentre migliorano quelli positivi, come il livello medio dei consumi, il valore aggiunto pro capite, i depositi bancari, la qualità dell’ambiente. I centri urbani si stanno reinventando e proprio da qui potrebbe ripartire la crescita economica, con premesse diverse rispetto a quelle che hanno consentito il boom degli anni 50 e 60: in primo luogo un maggior rispetto dell’ambiente e del capitale umano. Tutto questo passa dal superamento del concetto di green economy, legata ad un anticonsumismo datato che ha come conseguenza inevitabile il taglio degli investimenti e dello sviluppo. Ora le città stanno scoprendo la cd blue economy capace, grazie all’uso sapiente della tecnologia, di inventare sviluppo sostenibile. E questa è una buona notizia.

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