Crif diventa agenzia di rating per le imprese


BOLOGNA 4 GENNAIO La multinazionale bolognese Crif è la prima agenzia italiana di rating del credito. La registrazione è stata ottenuta da Consob e Esma, l’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. Crif potrà, su invito delle aziende italiane o delle banche che intrattengono rapporti con loro, analizzare bilanci e una serie di parametri variegati che determineranno l’emissione di un rating, un giudizio di affidabilità. Nel radar di Crif rientrano potenzialmente i cinque milioni di imprese italiane, banche escluse.
La registrazione di Crif nasce dal progetto europeo di allargare la competizione (come recita il Regolamento Ce n. 1060/2009 del 16 settembre 2009 che disciplina a livello comunitario l’operatività delle agenzie di rating del credito) e colpire l’oligopolio delle tre agenzie americane, Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch.
La registrazione comporta che i rating di Crif siano validi e utilizzabili in tutti i Paesi dell’Unione europea. Dunque si tratta di un importante riconoscimento delle metodologie e dell’organizzazione di Crif, che negli ultimi anni ha inserito il turbo per crescere: opera in 16 Paesi e nel 2010 ha realizzato ricavi per 245 milioni di euro e 90 milioni di investimenti.
«Siamo molto orgogliosi di aver ottenuto la registrazione come agenzia di credit rating – commenta Carlo Gherardi, presidente di Crif –. Consolida ulteriormente il nostro posizionamento di leader di mercato nei servizi per la gestione del credito, un ambito in cui investiamo da anni in misura significativa e puntando sull’arricchimento delle fonti informative».
Più in dettaglio, il rating Crif è l’opinione sul merito creditizio di un’impresa e, più in particolare, sulla sua capacità di onorare pienamente e in modo puntuale le proprie obbligazioni finanziarie nel medio periodo. Le analisi condotte all’interno del dipartimento di Rating di Crif puntano ad allargare lo sguardo sull’impresa valutandone il posizionamento competitivo nel proprio settore o filiera e, in caso di appartenenza a gruppi, verificando anche eventuali impatti sul rating dell’azienda derivanti da un’analisi complessiva sul gruppo. 
Il Rating Crif è sintetizzato da una delle 14 classi alfanumeriche (da A1, la migliore, a C3, la peggiore, oltre alla classe delle imprese già a default) ed è accompagnato da un report che illustra nel dettaglio la valutazione effettuata sull’impresa. I rating emessi, prima di essere distribuiti ai clienti che ne sottoscrivono il servizio, vengono comunicati alle entità valutate. Questa comunicazione è un obbligo che la normativa impone alle Credit rating agency con il fine di dare all’impresa valutata la possibilità di verificare l’esattezza dei dati e di segnalare eventuali errori materiali nelle informazioni utilizzate per il rating.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet