Osservatorio CRIF sui furti di identità e le frodi creditizie in Italia


BOLOGNA 30 MAGGIO Il fenomeno delle frodi creditizie, che si realizza mediante furto di identità e la conseguente richiesta di credito utilizzando illecitamente dati identificativi altrui o creando delle false identità, in Italia conferma avere dimensioni preoccupanti e, soprattutto, in costante evoluzione. Valutando invece l’incidenza dei casi di frode rispetto al numero di residenti per regione, al primo posto si classifica ancora una volta la Campania seguita questa volta da Lazio e Abruzzo. Fanalino di coda, e quindi meno colpita, l’Emilia Romagna.Dalle evidenze contenute nell’ultima edizione dell’Osservatorio sulle frodi creditizie realizzato da CRIF e presentato oggi a Roma, emerge che nel 2011 i casi di frode in Italia sono stati circa 22.100, in lieve aumento rispetto al 2010 malgrado l’ulteriore forte contrazione del numero di finanziamenti richiesti dalle famiglie (-19% i mutui ipotecari e -4% i prestiti). Questo dato risulta oltremodo significativo se si considera che i furti a danno degli istituti di credito nello stesso periodo sono state circa 1.100 (fonte Ossif).Ragguardevole anche l’impatto economico di questo fenomeno criminale: 1 frode su 4, infatti, ha prodotto un bottino superiore a 10.000 Euro. Sono però state quelle di importo inferiore ai 3.000 € ad aver fatto registrare l’incremento più consistente, con un +10% rispetto all’anno precedente, anche perché i finanziamenti di piccolo importo, specie se erogati non allo sportello ma presso esercenti e punti vendita, sono quelli che si caratterizzano per tempi di erogazione più rapidi e controlli meno sofisticati. Per altro, le previsioni degli esperti di CRIF contenute nell’Osservatorio sono di una ulteriore crescita anche per l’anno in corso: per il 2012, infatti, l’aspettativa è di una escalation di frodi perpetrate con tecniche ancora più sofisticate, come ad esempio l’utilizzo congiunto di strumenti di finanziamento e di pagamento cross-market per un rapido riciclaggio.“I dati che emergono dal nostro Osservatorio purtroppo confermano che il fenomeno delle frodi creditizie non è assolutamente in crisi e, anzi, si sta facendo sempre più sofisticato. Tra i motivi per cui si cade facilmente vittima di frode creditizia tramite furto d’identità – spiega Maria Luisa Cardini, Senior Business Consultant di CRIF – indubbiamente bisogna citare l’estrema facilità che i criminali hanno nell’accedere a informazioni personali e riservate altrui, attraverso documenti cartacei o in formato digitale ma anche grazie all’enorme diffusione dei profili scaricabili dai social network. In effetti, è più semplice di quanto si possa pensare carpire le informazioni necessarie per ricostruire il codice fiscale e alcuni dati anagrafici di una persona ignara dei rischi. Con questi dati, poi, la tecnica utilizzata dai frodatori è quella di produrre documenti falsi, i quali vengono utilizzati per la richiesta di finanziamenti ma anche per altre operazioni truffaldine come l’apertura di conti correnti, il cambio di assegni, ma anche la richiesta di leasing auto e la cessione del quinto dello stipendio. Nascondersi dietro una identità falsa, inoltre, è un espediente adottato da chi vuole usare schede telefoniche che in caso di intercettazioni non siano facilmente riconducibili al soggetto e da coloro che utilizzano operazioni bancarie e finanziarie a scopo di riciclaggio. Per questo motivo è fondamentale mantenere alta l’attenzione verso un efficace riconoscimento anagrafico da parte degli operatori”.La tipologia di finanziamenti più colpita dal fenomeno delle frodi creditizie, ben nel 79,4% dei casi, si conferma essere quella dei prestiti finalizzati, che aumentano del 6,9% rispetto all’anno precedente e producono un bottino di oltre 6.100 €. Rimane invece sostanzialmente stabile la quota di frodi sui prestiti personali, tipologia di finanziamenti che presuppone istruttorie automatizzate più approfondite da parte degli Istituti di credito in fase di accettazione, per le quali però si registra un aumento dell’8,1% dell’importo medio, che raggiunge i oltre 13.300 €. Si conferma ancora contenuta, seppur in crescita, l’incidenza delle frodi portate a segno sui mutui ipotecari, che però determinano un importo medio pari a circa 74.000 € e punte, in alcuni casi, superiori ai 150.000 €. Cala invece l’importo medio delle frodi perpetrate su carte di credito, che si attesta intorno ai 2.500 €.Altro dato estremamente allarmante presentato nell’Osservatorio CRIF è quello sui tempi di scoperta delle frodi (tempi di detection), che si sono ulteriormente allungati: nel 2011, infatti, solo nel 26,2% dei casi la frode è stata scoperta entro i primi 6 mesi, mentre nel 31,9% è stato necessario un periodo di tempo compreso tra 6 mesi e 2 anni. In preoccupante crescita sono anche i casi in cui la truffa viene intercettata addirittura dopo 3 anni (circa il 30% del totale). Ovviamente, tanto più si allungano i tempi di scoperta, quanto maggiori saranno le difficoltà per la vittima nel ripristinare la propria posizione e più scarse saranno le possibilità di individuare l’autore del crimine.

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