Nomisma aumenta il capitale, fra i nuovi soci papabili Detsche Bank e Acri


bologna 29 novembre Un aumento di capitale per un milione e mezzo di euro con l’obiettivo di ripianare lo sbilancio 2010 (circa 500mila euro), ma anche di realizzare un piano industriale triennale che rilanci le attività. Sono i passi che sta compiendo Nomisma, il centro di studi economici fondato da Romano Prodi 30 anni fa e oggi guidato dal presidente Piero Modiano, da Luciano Sita (vicepresidente), da Piera Magnatti (direttore), nonchè da Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Comitato Scientifico. Una squadra prestigiosa che cerca di riversare nell’attività risorse fresche per approntare nuovi progetti. 

“L’aumento di capitale – dice il vicepresidente Sita, ex presidente di Granarolo – sta andando meglio del previsto. Chiuderemo questa fase a settembre, dopodiché ci sarà la possibilità di aprire le porte anche a nuovi soci. Abbiamo molte realtà importanti che potrebbero entrare, da Deutsche Bank, all’Acri, l’associazione delle fondazioni bancarie. A ottobre tutto il percorso dovrebbe essere chiuso”. Nomisma è da sempre una sorta di pubblic company (quasi 60 i soci che compaiono sul sito), con azionisti di riferimento che sono cambiati nel tempo e che detengono quote di maggioranza realtiva. Al vertice di questa piramide oggi c’è Sisag, una società dell’agroalimentare partecipata da alcuni dei principali protagonisti del settore, seguita da Unicredit Merchant, Bnl, Mps. 

“Quest’aumento – spiega Sita – potrebbe riequilibrare le quote, senza però cambiare di fatto l’attuale graduatoria nelle partecipazioni”. La scelta è indotta dalle perdite 2010 e dal fatto che anche il 2011 si è presentato in salita. “Il nostro giro d’affari è attorno ai quattro milioni di euro – sostiene ancora il vicepresidente- non siamo stati costretti a fare quest’aumento. Lo riteniamo però opportuno per rilanciare l’attività. È questa infatti la premessa di un piano industriale che speriamo porti Nomisma ad accarescere il suoi volumi e la reddittività. Finora siamo stati un punto di riferimento nella ricerca per gli enti pubblici, ma vogliamo aprirci di più ai privati e a settori come la logistica e i servizi, contribuendo a trovare soluzioni che oggi, in fase di crisi economica generale, sono difficili da invididuare”.

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