BO 28/272011 INDICI SVILUPPO CONFINDUSTRIA – PROVINCE EMILIA AL TOP


BOLOGNA 28 FEBBRAIO Emilia al top nel nuovo rapporto di Confindustria sugli “Indicatori economici e sociali regionali e provinciali”, curato annualmente dall’area Mezzogiorno dell’associazione degli industriali.Posta uguale a 100 la media nazionale del periodo 2008-2009, l’indicatore sintetico elaborato nel volume raggiunge un valore di 113,2 nel Centro Nord, mentre si ferma a 75,0 nel Mezzogiorno. Al top dello sviluppo nazionale di pone Milano, con un valore di 145, mentre all’estremo opposto si piazza Enna, a 61,2, ovvero a 84 punti di distanza dal capoluogo lombardo.

L’Emilia-Romagna continua ad essere una delle locomotive dello sviluppo economico italiano: ben cinque province della Regione sono infatti nella top ten della fotografia scattata dall’area Mezzogiorno di Confindustria sugli Indicatori economici e sociali regionali e provinciali. Brilla, in particolare, Rimini, che guida la Regione ed è, in Italia, seconda solo a Milano.

Gli indicatori dell’associazione degli industriali evidenziano il grande divario fra nord e sud e non lasciano spazio a dubbi: le prime posizioni della graduatoria – elaborata tenendo conto del pil pro capite, ma anche degli aspetti sociali e di qualità delle vita delle province italiane (dall’occupazione ai depositi bancari, dagli anni di studio ai consumi di energia) – sono occupate quasi esclusivamente da città del Nord. Mentre all’estremo opposto si trovano solo città del Sud. Posta uguale a 100 la media nazionale del periodo 2008-2009, l’indicatore sintetico per la Provincia di Rimini è di 139,14 che traina tutta l’Emilia Romagna.

Non ci sono altre regioni che possano vantare una performance così positiva, almeno per quanto riguarda le prime dieci posizioni dove ci sono due province lombarde (Milano e Mantova) e insieme a Trieste, Verona e Aosta: una fotografia che, pur facendo emergere un dato rincuorante per l’Emilia-Romagna, denuncia una situazione problematica in termini di disparità a livello nazionale. Basti pensare che l’indicatore della città più sviluppata (Milano, 145,15) è ben superiore al doppio di quella più depressa (Enna, 61,24) È a ridosso delle prime posizioni Modena (dodicesima con 121,06), mentre restano più staccate Piacenza (27/a a 109,83) e Forlì-Cesena (33/a con 108,00). A chiudere la classifica, per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, è la provincia di Ferrara, unico territorio regionale che si trova sotto, sia pur di poco, la media nazionale: è infatti 53/a con un indicatore di 99,10. Fra le città di medio-grandi dimensioni è incoraggiante il dato di Bologna, che è preceduta da Milano e Trieste, ma che ha un indicatore sensibilmente migliore di Firenze, Roma, Torino e Genova.Ecco una tabella, contenuta negli indicatori economici e sociali regionali e provinciali 2010, con le prime dieci province per sviluppo e le ultime dieci. PROVINCIA INDICE1. MILANO 145,16
2. RIMINI 139,14
3. TRIESTE 136,87
4. VERONA 135,29
5. RAVENNA 134,33
6. AOSTA 131,96
7. BOLOGNA 125,83
8. PARMA 122,35
9. REGGIO EMILIA 122,04
10. MANTOVA 21,81
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