IL SERVIZIO STUDI DI INTESA SANPAOLO PRESENTA LO SCENARIO DI PREVISIONE DEL 2011


BOLOGNA 28 DICEMBRE Il pessimismo che ha dominato i mercati la scorsa estate si è rivelato del tutto infondato: con ogni probabilità il 2011 sarà ancora un anno di robusta crescita economica mondiale. Tuttavia, lo scenario di medio termine rimane soggetto a forti rischi e la correzione degli squilibri fiscali frenerà le possibilità di espansione economica nei paesi avanzati.L’aumento del PIL globale dovrebbe essere ancora superiore al 4%. La crescita degli Stati Uniti salirà al 3,1%, mentre l’Eurozona dovrebbe rimanere sui ritmi del 2010 (1,7%). Il rallentamento di Cina e India sarà modesto. L’Italia dovrebbe continuare a crescere dell’1% anche nel 2011. In Italia come nel resto dell’eurozona la spinta verrà molto più dalla domanda interna che dalle esportazioni nette.Ovviamente, in Europa le turbolenze sui mercati del debito stanno peggiorando le prospettive economiche della zona euro, obbligando diversi paesi ad accelerare le manovre di consolidamento fiscale: stimiamo, infatti, che la correzione dei saldi primari corretti per il ciclo supererà l’uno per cento del PIL nel 2011, con ripercussioni sulla crescita che saranno visibili soprattutto l’anno seguente. Tuttavia, altri sviluppi hanno migliorato rispetto a settembre le prospettive di breve termine dell’economia mondiale:• Un nuovo stimolo fiscale negli Stati Uniti, unico paese occidentale a mantenere una politica fiscale espansiva• Il nuovo stimolo monetario, sempre negli Stati Uniti• I segnali di forte crescita della domanda interna in molti paesi emergenti, e il consolidarsi della ripresa in Europa e Stati Uniti.La crescita robusta e le condizioni monetarie accomodanti favoriranno nuovi rincari delle materie prime nel 2010: si attendono incrementi medi superiori al 10% per i metalli e del 7% per il petrolio.Per effetto dei rincari delle materie prime e dell’ulteriore riassorbimento dell’eccesso di offerta le pressioni disinflazionistiche si indeboliranno. Diversi paesi emergenti dovranno anzi combattere contro crescenti pressioni inflazionistiche. Anche queste dinamiche con il tempo freneranno l’espansione economica.Le politiche monetaria in Stati Uniti, Europa e Giappone rimarranno molto accomodanti. La BCE rimarrà condizionata dall’instabilità dei mercati della zona euro: probabilmente i tassi ufficiali rimarranno fermi per tutto il 2011, mentre le misure di sostegno alla liquidità saranno rimosse con estrema gradualità. La BCE potrebbe anche introdurre delle misure ad hoc per separare la fornitura di liquidità alle banche dipendenti dalla gestione della politica monetaria.Non bisogna farsi ingannare dalla solidità delle prospettive di breve termine. Primo, le turbolenze sul debito sovrano nell’eurozona continuano ad essere affrontate con strumenti inadeguati, e non rientreranno facilmente. La tenuta della Spagna sarà cruciale per evitare sviluppi estremi.Secondo, lo stato dei conti pubblici negli Stati Uniti, aggravato dalle ultime misure di stimolo, rappresenta a lungo andare una minaccia alla stabilità dell’economia mondiale potenzialmente peggiore rispetto alla stessa crisi dell’eurozona. Ed è probabile che il problema non sarà affrontato seriamente fino a dopo le prossime elezioni presidenziali.Anche Cina e India si troveranno ad affrontare delicati problemi di controllo macroeconomico.

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