BO 28/10/(2011 nomisma- LA BUSINESS INTELLIGENCE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


bologna 28 ottobre La Business Intelligence rappresenta l’insieme delle metodologie e tecnologie informatiche utili a valorizzarel’immenso patrimonio informativo a disposizione di ogni impresa ed ente locale, attraverso latrasformazione dei dati grezzi, contenuti nei sistemi informativi gestionali, in informazioni a supporto deiprocessi decisionali. Questo secondo Rapporto intende delimitare il campo dell’applicazione di tali strumentialla Pubblica Amministrazione in Italia e restituire le connessioni precipue tra la specifica culturadell’ambiente pubblico, il valore metodologico degli strumenti di Business Intelligence e l’auspicabilevalorizzazione dell’ingente patrimonio informativo pubblico. La Pubblica Amministrazione Centrale e gli enti pubblici (in particolare gli entiprevidenziali) hanno investito nel corso degli ultimi dieci anni, in media, nonmeno di 2 miliardi di euro all’anno nel proseguimento e nello sviluppodell’informatica pubblica, sia come traino delle direttrici innovative sia comeregolazione degli standard tecnici e organizzativi di tutta la PubblicaAmministrazione. Stando alle stime Eu Klems-Eurostat, la formazione (lorda) dicapitale del settore pubblico (comprendente le amministrazioni pubbliche e ilcomparto dell’assicurazione sociale obbligatoria) in attività collegate alletecnologie della comunicazione e dell’informazione (TCI, o ICT utilizzando ilcorrispettivo acronimo inglese) è cresciuta di un fattore moltiplicativo pari a 15tra il 1990 e il 2007, a fronte di un’evoluzione sostanzialmente stagnante degliimpieghi in beni capitale diversi dalle ICT. Tra le varie tipologie di investimentonelle nuove tecnologie, la parte del leone è stata svolta dagli acquisti dihardware: gli investimenti in computer sono aumentati di 50 volte tra il 1990 eil 2007, distanziando nettamente quelli in attrezzature per la comunicazione(pur incrementatisi in misura apprezzabile, +180%) e gli acquisti di software(+55%). Questi ultimi avrebbero avuto un rallentamento proprio nei recentianni, quando la dinamica si sarebbe quasi fermata dopo gli investimentieffettuati nel decennio precedente (+0,2% all’anno tra il 2000 e il 2007, contro il+4,5% all’anno sperimentato tra il 1990 e il 2000). Ne esce in definitiva unquadro di uno sforzo di ammodernamento tecnologico significativo, influenzatoComunicato stampa 27 ottobre 2011probabilmente anche dai bassi livelli di partenza, concentrato soprattutto sullestrutture hardware e con una progressiva decelerazione, nel più recenteperiodo, sulla componente software.Se il quadro richiamato in estrema sintesi delinea una condizione di avvio dinuove linee di approccio agli investimenti in ICT, la conseguenza necessaria è lagrande attenzione, nell’ambito dei pacchetti applicativi, ai prodotti e servizilegati alla business intelligence. Sono questi che sempre più guidanol’evoluzione dei sistemi informativi pubblici, anche se nella maggior parte deicasi lo fanno “partendo dal basso”, scavando dentro ai grandi programmi dimodernizzazione dei sistemi agli spazi su cui innestare i percorsi di gestioneintelligente delle informazioni interne. Il mercato potenziale dei prodotti e deiservizi della business intelligence nella Pubblica Amministrazione è certamentemolto vasto, tuttavia può essere stimato in non meno di 300-350 milioni di europer i prossimi tre anni. Tuttavia, non bastano le risorse in assenza di unastrategia, di una logica di mercato aperta nei dati, nei formati, nella leggibilitàdelle informazioni.

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