L’EMILIA”CONTA” IN RCS MEDIAGROUP


BOLOGNA 27 SETTEMBRE Nonostante sia un gruppo che ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con ricavi in calo a 800 milioni di euro circa (-10,5% rispetto ai primi sei mesi del 2011) e una perdita netta di 427 milioni (contro i 19,5 milioni di rosso accumulati nello stesso periodo l’anno passato), Rcs MediaGroup continua a sembrare l’oggetto del desiderio di vecchi e nuovi protagonisti della scena finanziaria italiana.Rcs sembra affascinare tanto i partecipanti al patto di sindacato, in scadenza il 14 marzo 2014 (Mediobanca col 13,7%, Fiat col 10,3%, Italmobiliare col 7,4%, Pirelli & C. col 5,2%, Finsoe, subentrata al gruppo Ligresti col 5,3%, Intesa Sanpaolo col 4,9%, Generali col 3,7%, Sinpar col 2%, Merloni col 2%, Mittel con l’1,3%, Eridano Finanziaria (il guastallese Roberto Bertazzoni che è al timone della SMEG elettrodomestici con l’1,2% ed Edison con l’1%, in tutto il 58% del capitale), quanto o forse soprattutto chi è fuori dal patto: Giuseppe Rotelli, con poco più del 13% (ma esistono opzioni di call e put esercitabili nel febbraio 2014 ad un prezzo minimo di 4,51 euro per azione che porterebbero Rotelli a rilevare su un ulteriore 3,52% posseduto dal Banco Popolare) e Diego Della Valle, uscito ad aprile dal patto stesso e di recente salito all’8,69% dal precedente 5% con acquisti sul mercato.Ma c’è di più: tra gli asset di Rcs MediaGroup brilla il Corriere della Sera, tuttora il principale quotidiano italiano e formidabile “macchina da guerra” in particolare sotto elezioni. Proprio per questo secondo molti Carlo Cimbri, numero uno di Unipol che ha appena finito di “salvare” il gruppo Ligresti su invito di Mediobanca e UniCredit, non ha alcuna fretta di offrire l’ex pacchetto FonSai (in tutto il 3,83% del capitale) agli altri pattisti, avendolo parcheggiato in un conto escrow e potendo procedere alla cessione entro la fine del 2013 quando i giochi, politicamente, saranno fatti.

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