ANALISI CRIBIS (CRIF) CON D&B-Fallimenti in Emilia Romagna: 899 nel 2011, +14,8% rispetto al 2009


BOLOGNA 27 GENNAIO Nell’anno appena concluso in Emilia Romagna si sono registrati 899fallimenti, 14,8% in più rispetto al 2009, quando le serrande abbassate erano state 783. E’ laquinta regione più colpita dalle chiusure dopo Lombardia, Lazio, Veneto e Campania, stando aquanto emerge dall’Analisi dei fallimenti in Italia realizzata da CRIBIS D&B, la società delGruppo CRIF specializzata nella business information.In Italia il numero complessivo dei fallimenti è stato di 11.707, con una crescita del +4%rispetto agli 11.289 casi del 2010 ma un ben più preoccupante +25% rispetto ai 9.383 casi del2009, quando la crisi economica aveva già cominciato a manifestarsi in tutta la sua gravità.Nel quarto trimestre 2011, in particolare, i fallimenti sono stati 3.313, in crescita rispetto aiprimi 3 trimestri dell’anno quando i casi rilevati erano stati rispettivamente 2.908 (a finemarzo), 3.301 (a fine giugno) e 2.185 (a fine settembre).Male l’Emilia RomagnaUna buona fetta dei fallimenti in Italia ha coinvolto l’Emilia Romagna, area del resto ricca diimprese: più precisamente da gennaio a dicembre 2011 sono state 899 le procedureconcorsuali rilevate in questa regione. Una concentrazione di fallimenti inferiore solamente aCampania (1008), Veneto (1122), Lazio (1215) e soprattutto Lombardia, che detiene il recordnegativo di ben 2613 fallimenti. Secondo l’osservatorio di CRIBIS D&B il numero di fallimenti inEmilia Romagna ha segnato negli ultimi anni una lenta ma graduale crescita. Si è passati infattidai 783 casi del 2009, agli 889 del 2010, agli 899 del 2011. Seguono Toscana (857), Piemonte(843) e Sicilia (601). In coda alla classifica troviamo la Valle d’Aosta con solo 9 fallimenti. I settori maggiormente in difficoltàSono quelli dell’edilizia e del commercio i settori in cui si concentrano maggiormente ifallimenti nei primi 12 mesi dell’anno appena concluso. Il più colpito è risultato essere ilcomparto della “costruzione di edifici” (1.378), seguito da commercio all’ingrosso di benidurevoli (917), installatori (916), servizi commerciali (702), commercio all’ingrosso di beni nondurevoli (650).Secondo l’analisi di CRIBIS D&B nel 2011 un numero elevato di fallimenti ha coinvolto ancheimprese del settore immobiliare (479 casi), dell’industria manufatti in metalli (459), deitrasporti e servizi merci su gomma (451), ma anche ristoranti e bar (446).

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