UNIONCAMERE ER Esportazioni: ancora crescita sì ma ridotta


BOLOGNA 26 MARZO Le esportazioni emiliano-romagnole sono risultate pari a 12.373 milioni di euro nel quarto trimestre del 2012. La crescita non riprende, +1,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011. E’ quanto attestano i dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane, ripresi da una elaborazione dell’area studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna. Il dato trimestrale regionale non particolarmente brillante ha risentito della recessione europea e del rallentamento della crescita mondiale. Si è ripreso invece il commercio estero nazionale (+4,1 per cento).Tra gennaio e dicembre, le esportazioni regionali salgono del 3,1 per cento. Tra le regioni italiane, la Sardegna e la Sicilia hanno registrato l’incremento più elevato (+21,5 e +21,2). Per le regioni che esportano di più, la crescita è stata pari a +3,7 per cento in Lombardia, +1,6 per cento in Veneto, +3,1 per cento in Emilia-Romagna e +2,9 per cento in Piemonte.I settoriL’andamento ha evidenziato una grande disomogeneità. L’industria della moda (+12,8 per cento) e quella alimentare e delle bevande (+7,9 per cento) hanno conseguito risultati notevolmente positivi. Al contrario, le maggiori difficoltà le hanno incontrate proprio alcuni dei settori forti regionali, come l’industria dei macchinari e delle apparecchiature (-1,3 per cento) e quella dei mezzi di trasporto (-4,3 per cento).Le destinazioni L’export verso i mercati europei, pari al 63,0 per cento del totale, si è ancora lievemente ridotto (-0,4 per cento), la tendenza è stata più marcata per le vendite realizzate nei paesi dell’Unione europea (-1,4 per cento). Sono positivi i risultati nel Regno Unito e sul mercato tedesco. Al contrario, è stazionario il mercato spagnolo, in contrazione quello francese (-2,6 per cento) e diminuiscono sensibilmente le esportazioni verso la Polonia (-8,7 per cento). Tira il mercato russo, ma riprende la tendenza negativa per le esportazioni destinate alla Turchia. Chiaramente positivi i risultati sul continente americano. All’aumento delle vendite sull’importante mercato statunitense (+12,7 per cento) si accompagna l’inversione di tendenza su quello brasiliano (+19,1). Al contrario, l’andamento delle vendite sui mercati asiatici è risultato positivo (+1,3 per cento), ma non del tutto soddisfacente per lee diminuzioni verso Cina (-7,3 per cento) e India (-12,2 per cento).

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