Osservatorio CRIBIS D&B IN EMILIA ROMAGNA OLTRE 34.000 IMPRESE A FORTE RISCHIO DI INSOLVENZA NEL 2013


bologna 25 febbraio A fine dicembre 2012 il 7,63% delle imprese dell’Emilia-Romagna presentava un’alta rischiosità di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nei 12 mesi successivi, mentre un altro 44,23% si caratterizzava per una rischiosità media. Solo nel 8,85% dei casi si osservava una rischiosità bassa (nel 2008 era pari al 16,55% la percentuale di imprese totalmente affidabili) e, per il restante 39,29% del totale, medio-bassa. È quanto emerge dall’Osservatorio sulla rischiosità commerciale realizzato da CRIBIS D&B, società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che analizza il grado di affidabilità delle imprese italiane e la loro capacità di fronteggiare gli impegni presi nei confronti dei propri fornitori nell’anno seguente. Per altro le imprese dell’Emilia Romagna mostrano un livello di alta rischiosità potenziale inferiore rispetto alla media nazionale, che si posiziona all’11,26%, mentre risulta lievemente peggiore rispetto al Nord Est nel suo complesso (7,02%).Al contempo, la quota di imprese emiliano-romagnole che si caratterizzavano per un livello di rischiosità bassa a fine 2012 risultava essere pari all’8,85% del totale, migliore sia della media nazionale (6,08%), sia di quella del Nord Est (8,61%).Tra le province emiliano-romagnole, Rimini evidenzia la concentrazione piu alta di imprese molto rischiose dal punto di vista commerciale (9,07%), seguita da Modena (7,91%), Bologna (7,89%),
Parma (7,78%), Reggio Emilia (7,31%), Ferrara (7,27%) Piacenza (7,20%), Ravenna (7,10%) e, infine, Forlì (6,59%). Nel complesso, tutte le province dell’Emilia Romagna si caratterizzano per una quota di imprese con bassa rischiosità potenziale migliore della media nazionale (pari al 6,08%): il ranking di dettaglio vede al primo posto Ravenna (con una quota pari al 10,56% del totale), Forlì-Cesena (9,71%) e Parma (9,47%). Seguono Ferrara (8,90%), Reggio Emilia (8,78%), Piacenza (8,59%), Modena (8,48%), Bologna (8,21%) e Rimini (8,13%). Dall’analisi comparata degli ultimi 5 anni emerge una netta tendenza al peggioramento della rischiosità commerciale in Emilia Romagna, con le imprese inserite nella fascia a massima rischiosità che passano dal 4,88% di dicembre 2008 al 7,63% di dicembre 2012, mentre quelle caratterizzate da una bassa rischiosità è quasi dimezzata (dal 16,55% all’8,85%). Tra le singole province, Bologna (che da sola esprime il 21% delle imprese attive in regione) e Rimini mostrano un trend ancora più negativo rispetto alla media nazionale.BOLOGNAA fine dicembre 2012 il 7,89% delle imprese di Bologna presentava un’alta rischiosità di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nel 2013, mentre un altro 44,34% si caratterizzava per una rischiosità media. Solo nell’8,21% dei casi si osservava una rischiosità bassa e per il restante 39,56% del totale, medio-bassa. Il trend mostra un netto peggioramento: la percentuale di aziende bolognesi ad alto rischio è passata dal 5,04% di dicembre 2008 al 7,79 di cinque anni dopo. Nello stesso periodo, la percentuale di imprese con rischiosità bassa si è dimezzata: dal 19,46% all’8,21%.

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