L’Emilia Romagna si conferma terza regione in Italia per la raccolta di rifiuti Raee


bologna 24 luglio L’Emilia Romagna si conferma terza regione in Italia per la raccolta di rifiuti Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche); nel 2012 sono stati infatti 23.104 le tonnellate di rifiuti raccolti per un valore pro-capite di 5,34 kg per abitante, rispetto ai 4 kg della media nazionale.I rifiuti Raee sono ciò che rimane degli elettrodomestici, piccoli e grandi, e degli oggetti tecnologici che utilizziamo tutti i giorni, come pc e telefoni cellulari, dopo che hanno smesso di funzionare. La loro raccolta e recupero ha da tempo assunto un ruolo fondamentale per quanto riguarda la tutela dell’ambiente: trattandosi di rifiuti spesso pericolosi, disperderli nell’ambiente o non trattarli opportunamente contribuirebbe a inquinare l’habitat e a porre a rischio la salute dei cittadini; inoltre questi rifiuti rappresentano materie importanti, e il loro recupero permette di riutilizzarli nei cicli produttivi.In Emilia-Romagna la rete di raccolta regionale, molto efficiente ed articolata, è costituita da sette luoghi di raggruppamento e soprattutto da 358 centri di raccolta che servono il 100 per cento della popolazione residente. Queste strutture sono il frutto di un impegno che la Regione, in collaborazione con le Province ed i Comuni, sta portando avanti con determinazione ormai da diverso tempo. In particolare, la provincia di Modena si colloca al primo posto nel 2012 per quantitativi pro capite raccolti di Raee tra le Province della Regione con 6 kg per abitante (4.112.720 kg in totale), seguita da Bologna con 5,99 kg per abitante e da Ravenna con 5,47 kg per abitante.«Fra gli obiettivi del Piano regionale di gestione dei rifiuti, dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla riqualificazione urbana Sabrina Freda, c’è la prevenzione della produzione di Raee, promuovendone il reimpiego, il riciclo e le altre forme di recupero dei componenti degli apparecchi elettrici ed elettronici, evitando soprattutto i canali paralleli di smaltimento non controllati e poco attenti al rispetto dell’ambiente. Si dovrà ridurre la quantità di Raee da avviare a smaltimento: gli operatori direttamente coinvolti nel loro trattamento dovranno diminuire l’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, preoccupandosi di affiancare alla distribuzione la possibilità del ritiro dei Raee, consentendo ai consumatori di separarli correttamente. Inoltre, da tempo la Regione si è attivata con progetti per il recupero di questo tipo di rifiuti come “Raee in carcere”, grazie al quale detenuti ed ex-detenuti lavorano allo smontaggio degli apparecchi provenienti dalle isole ecologiche per avviarli a successivo recupero e potenziare la rete di raccolta, promuovendo allo stesso tempo il loro inserimento socio-lavorativo».Tuttavia, in base ai dati raccolti nel dossier presentato dal centro coordinamento Raee, si evidenzia che nel 2012, per la prima volta in cinque anni, vi è stata una contrazione dei volumi raccolti condizionato anche dalla crisi (si comprano meno elettrodomestici) e dall’aumento dei prezzi delle materie prime che ha portato a una ricerca sempre più diffusa del riciclo di materiali speciali, in particolari metalli preziosi e leghe metalliche contenuti nei Raee, facendo sviluppare canali alternativi di smaltimento poco attenti agli impatti ambientali. In ogni caso la nostra Regione si conferma la terza in Italia per quantitativi assoluti di Raee con quasi 23.194 tonnellate gestite, e con un valore medio pro-capite di 5,34 kg per abitante.

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