Il bilancio 2010 di Coop Adriatica Bologna,


bologna 24 maggio – Vendite per 2.035 milioni di euro (+4,3% sul 2009 a rete totale; +1,5% a rete omogenea), il 75% delle quali ai soci. Nonostante la crisi dei consumi, è positivo il bilancio 2010 di Coop Adriatica, presente con 160 negozi in quattro regioni: Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo.Sono partite lunedì 16 maggio sul territorio le 94 le assemblee separate di bilancio, aperte simbolicamente il 5 maggio a Bologna con l’incontro “La giusta economia”, con il presidente Romano Prodi. I soci sono chiamati a vagliare e votare i risultati economici, sociali e ambientali dello scorso anno e i nuovi Consiglio di amministrazione. Lo scorso anno i partecipanti sono stati 28mila (il 20% in più del 2009).Complessivamente, al 31 dicembre i soci erano 1.107.933 (+4,64%) e i soci prestatori 229.186, per un prestito sociale di 1.981 milioni di euro, mentre i lavoratori ammontavano a 9.046, 224 in più del 2009, il 92,7% dei quali con contratto a tempo indeterminato.Lo scorso anno fare la spesa nei negozi di Coop Adriatica è costato il 5% in meno rispetto al 2009, mentre ai soci sono andati vantaggi per oltre 100 milioni di euro. Rilevanti anche gli investimenti nello sviluppo e l’innovazione della rete: 134 milioni di euro, andati fra l’altro all’apertura di 2 ipercoop e 5 supermercati.Tra le priorità, anche gli accordi di filiera con il mondo agricolo, che hanno garantito qualità e prezzi equi per i produttori e i consumatori, e gli interventi in difesa dell’ambiente: dalla campagna per un uso consapevole dell’acqua, all’installazione di impianti fotovoltaici in altri 10 negozi, per una produzione annua di 2,8 milioni di kilowattora di energia pulita (+70%). Coop Adriatica ha inoltre esteso e rafforzato i servizi innovativi nei punti vendita, come il pagamento delle bollette, le casse “fai-da-te”, la telefonia con CoopVoce e i farmaci a prezzi accessibili.Oltre 6 milioni di euro sono stati destinati infine a iniziative sociali: dal recupero dei prodotti “Brutti ma buoni”, che ha donato alimenti invenduti a beneficio di persone in difficoltà per 3,5 milioni di euro, ai progetti “C’entro anch’io”, che hanno ricevuto 214 mila euro per interventi contro l’esclusione sul territorio, fino agli interventi di solidarietà internazionale e locale sostenuti con 974 mila euro dalla raccolta punti sulla sp

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