fondazione unipolis Ricchi e poveri: crescono le disuguaglianze


bologna 24 maggio- Ricchi che si arricchiscono sempre di più e poveri che diventano sempre più poveri. È questo in estrema sintesi il quadro italiano che emerge dalla rapporto “Growing income inequality in OECD countries: what drives it and how can policy tackle it?”, pubblicato all’inizio di maggio dall’Ocse. Lo studio, che prende i considerazione gli ultimi vent’anni, indica per la maggior parte dei Paesi membri dell’organizzazione, tra cui l’Italia, una crescita da parte dei redditi più elevati a ritmi maggiori rispetto a quella che ha interessato i redditi più bassi. Il risultato è un aumento delle diseguaglianze economiche che si riflette a livello sociale e culturale.L’incremento di questa distribuzione diseguale ha raggiunto livelli particolarmente elevati in Italia. Qui infatti il “coefficiente di Gini”, che misura l’ineguaglianza dei redditi (più elevato è l’indice maggiore è la disuguaglianza), nel nostro Paese è passato dallo 0,31 della metà degli anni Ottanta allo 0,35 di tre anni fa. Si tratta di uno dei dati peggiori d’Europa che rende l’Italia simile a Paesi anglosassoni – piuttosto che a quelli dell’Europa continentale – dove la concentrazione di reddito è storicamente molto alta.Per approfondire questi temi, in genere poco considerati dalla politica economica, e per far luce sulle cause di questa tendenza che ha coinvolto l’Italia, Fondazione Unipolis (fondazione d’impresa di Unipol Gruppo Finanziario) incollaborazione con il dipartimento di Scienze economiche dell’Università di Bologna, ha organizzato un incontro dal titolo “Più ricchi, più poveri. L’Italia più diseguale”, che si terrà a Bologna mercoledì 25 maggio alle 17, nell’aula Magna della facoltà di Economia (piazza Scaravilli 2).Interverranno Maurizio Franzini, direttore del dipartimento di Economia pubblica dell’Università La Sapienza di Roma, Silvia Giannini, direttore del dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna, Chiara Saraceno, sociologa e docente al Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino, e Pierluigi Stefanini, presidente della Fondazione Unipolis e del Gruppo Unipol.

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