confartigianato er Export, Emilia Romagna terza in Italia nel 2010


bologna 24 maggio Oltre 41 miliardi di euro. E’ il valore dell’export dell’Emilia Romagna nel 2010, con i 9 miliardi e mezzo dalla sola provincia di Bologna e gli oltre 9 miliardi di Modena. Anche se il mercato interno stenta a ripartire, non mancano le soddisfazioni dall’export secondo i dati dell’ufficio studi di Confartigianato.L’aumento medio nazionale delle esportazioni nel 2010 è pari a +15,7% rispetto al 2009. Spicca il contributo dell’Emilia Romagna, che si piazza al terzo posto per valore delle esportazioni dopo Lombardia e Veneto. Nel 2010, infatti, le imprese lombarde hanno esportato prodotti per 91.546 milioni di euro (il 28,4% del totale Italia, pari a oltre 332 miliardi), mentre quelle venete si sono fermate a 44.264 milioni di export (13,7% del totale Italia). Il terzo posto è occupato dall’Emilia-Romagna, che vale 41.136 milioni di euro (12,8%). La provincia di Bologna ha esportato beni per 9.526 milioni di euro; seguita da Modena con 9.080. Ferrara è a quota 1.742 milioni, Forlì-Cesena 2.294, Parma 4.859, Piacenza 1.968, Ravenna 2.898, Reggio 7.277, Rimini 1.491. La tendenza positiva del 2010, sottolinea Confartigianato, viene in parte confermata nei primi mesi del 2011. A livello nazionale, nel primo bimestre 2011 si registra una crescita del 21,2% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo del 2010. Robusta la crescita dell’export nei Paesi extra Ue (+27,4%), rispetto al +17,2% fatto registrare nelle vendite sui mercati europei. Tra i migliori ‘clienti’ Turchia (+41,4% rispetto a febbraio 2010), i Paesi del Sud Est asiatico (+36,8%), la Cina (+35,5%), la Russia (+31%), la Germania (+24,1%). Battuta d’arresto per l’export verso il Nord Africa (-6,4%), pari ad una diminuzione in valore di 186 milioni di euro. I beni più richiesti nel primo bimestre 2011 sono quelli del settore metalli (+33%), seguiti dai prodotti chimici (+22,7%), apparecchi elettrici (+18,4%), mezzi di trasporto (+17,3%), gomma e materie plastiche (+14,9%), prodotti tessili e abbigliamento (+14%), prodotti alimentari (+12,4%).

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