UNIONCAMERE E-R “Lavoro e retribuzioni in Emilia-Romagna”


BOLOGNA 23 NOVEMBRE La grave crisi che ha coinvolto l’intero sistema economico internazionale ha inciso profondamente, anche in Emilia-Romagna, sull’assetto del mercato del lavoro, sull’occupazione e sulle retribuzioni, mentre continua il rallentamento progressivo della dinamica della produttività, con una tendenza generalizzata a livello nazionale. Questi andamenti sono confermati nel Rapporto “Lavoro e retribuzioni in Emilia-Romagna”, edizione 2011, promosso dall’Unioncamere regionale e realizzato da OD&M Consulting, in collaborazione con Manager – Società Ricerche Direzionali. Il rapporto sarà presentato giovedì 24 novembre (dalle 15.30 alle 19) nella sede di Unioncamere Emilia-Romagna in viale Aldo Moro 62 a Bologna, nel corso di un convegno con successiva tavola rotonda, dal titolo “Lavoro, retribuzioni, produttività, contrattazione. La situazione e le tendenze in Emilia-Romagna”. Il Rapporto aggiorna quello precedente relativo al 2009, integrando dati sui fabbisogni professionali delle imprese mutuati dal sistema informativo Excelsior con la banca dati sui profili retributivi di OD&M Consulting. L’incrocio delle banche dati consente di ricostruire i profili professionali e il percorso retributivo dei lavoratori, articolati per caratteristiche individuali (titolo di studio, età) oltre che per settore di attività e dimensione delle imprese. Il Rapporto conferma che i giovani restano i soggetti maggiormente penalizzati dall’attuale assetto del mercato del lavoro. Dopo la presentazione del Rapporto e gli interventi programmati, nella tavola rotonda saranno offerti spunti di riflessione e proposte di intervento per promuovere occupazione qualificata, superare l’attuale assetto “dualistico” del mercato del lavoro ed evidenziare le prospettive della contrattazione, a livello aziendale e nazionale, e i riflessi sulla dinamica della produttività.Il convegno si prefigge l’obiettivo di apportare un contributo di conoscenza e di proposte utile per orientare, a livello nazionale e regionale, gli interventi pubblici di promozione dell’ occupazione e di qualificazione della gestione delle risorse umane, al fine di stimolare la dinamica della produttività e la competitività delle imprese.Il programmaI lavori saranno aperti da Carlo Alberto Roncarati, presidente Unioncamere Emilia-Romagna. Mario Vavassori, amministratore delegato OD&M, presenterà i risultati della ricerca. Cristina Balboni, direttore generale cultura, formazione e lavoro Regione Emilia-Romagna illustrerà le azioni dell’ente regionale per sostenere il lavoro e valorizzare il capitale umano.Mario Pantano, presidente Manager Ricerche Direzionali, parlerà delle politiche retributive premianti ed i premi di risultato a sostegno di competitività e professionalità. Giuseppe Schirone di Prometeia illustrerà l’andamento della produttività in Emilia-Romagna.Assai interessanti gli spunti che potranno derivare dalla successiva tavola rotonda “Mercato del lavoro, produttività, contrattazione”, introdotta e coordinata da Ugo Girardi, segretario generale Unioncamere Emilia-Romagna. Sono previsti gli interventi di Gianni Scaltriti, segretario generale FIOM-CGIL Emilia-Romagna, e dei due parlamentari Pietro Ichino (Commissione Lavoro del Senato della Repubblica) e Giuliano Cazzola (vice presidente Commissione Lavoro Camera dei Deputati). Al termine il dibattito.Sul sito di Unioncamere Emilia-Romagna (www.ucer.camcom.it, il programma dettagliato. Informazioni Lorenza Maccaferri tel. 051 6377013 mailto:lorenza.maccaferri@rer.camcom.itQualche spunto di riflessione I dati contenuti nel Rapporto 2011 su domanda di lavoro e retribuzioni in Emilia-Romagna confermano il traumatico impatto sul mercato del lavoro della crisi finanziaria esplosa nel 2008. La recessione che ha investito l’economia mondiale ha determinato in Emilia-Romagna un impatto amplificato dall’elevato grado di apertura ai mercati esteri delle principali filiere produttive. Non si sono fatti attendere i riflessi negativi sulle esportazioni e sugli investimenti, rendendo tuttora molto incerte le prospettive del mercato del lavoro. Il calo dell’attività e la crescita del ricorso alla cassa integrazione si sono fatti sentire con particolare consistenza nelle attività manifatturiere. Anche se nella seconda metà del 2010 è iniziata, partendo proprio da quel settore, una lenta inversione di tendenza, con i primi segnali evidenziati dalla ripresa delle esportazioni, crollate alla fine del 2008. Il Rapporto 2011 sul mercato del lavoro in Emilia-Romagna conferma che la crisi, oltre ad aver determinato la diminuzione dell’occupazione e, a un tempo, l’aumento della disoccupazione, ha fatto sentire i suoi effetti negativi anche sui livelli retributivi, contraddistinti da una battuta d’arresto nel biennio 2009-2010. Nonostante la lenta ripresa avviata nella seconda metà dell’anno soprattutto nella filiera manifatturiera, nel 2010 la crescita media delle retribuzioni in Emilia-Romagna ha fatto registrare un ulteriore rallentamento (1,8 per cento, a fronte del 2,5 del 2009). Pur risultando superiore all’aumento medio nazionale (1,2 per cento) l’incremento retributivo del 2010 si presenta come il più basso misurato in Emilia-Romagna dal 2003. Il mercato del lavoro giovanile ha subito maggiormente gli effetti del periodo di crisi: il tasso di disoccupazione tra i giovani è aumentato vertiginosamente e si è incrementata la fascia di popolazione giovanile scoraggiata che non studia e non cerca attivamente lavoro. Senza considerare che i dipendenti con contratto a tempo indeterminato presentano una retribuzione media decisamente più elevata rispetto a quelli a tempo determinato (27.620 euro contro 22.690 euro). A conferma di un dualismo del mercato del lavoro, inefficiente e ingiusto, generatore di precarietà e insicurezza per i giovani. Nel 2010 inoltre la forbice tra le retribuzioni tra i due generi è tornata ad allargarsi, aumentato il differenziale a favore degli uomini. Tali andamenti erano purtroppo da mettere in conto, data la larga presenza anche in Emilia-Romagna di rapporti di lavoro detti atipici, cioè regolati diversamente rispetto a quelli tradizionali, con contratti caratterizzati da maggiore flessibilità e minori costi, specie previdenziali, nonché generalmente con minori tutele. Sono stati anzi attenuati dai risultato ottenuti attraverso il Patto per attraversare la crisi promosso dalla Regione, che ha contribuito in maniera significativa a salvaguardare la realtà produttiva e occupazionale estendendo l’utilizzo della Cassa integrazione ordinaria e straordinaria. La retribuzione media annua rilevata nel 2010 nella regione Emilia-Romagna, risultante dall’elaborazione della banca dati OD&M Consulting, ammonta a 27.230 euro, superando del 2,1% la media delle regioni del Nord Est (26.680 euro) e del 3,5% la media nazionale (26.300 euro). Rispetto alle regioni limitrofe, Lombardia e Veneto, lo scarto è rispettivamente del -5,2% e del +4,3%. Tra il 2003 (anno in cui la rilevazione OD&M può considerarsi arrivata a regime) e il 2010, le retribuzioni regionali hanno conosciuto un incremento medio annuo del 3,1% (da cui una variazione complessiva del +24,1%), superiore a quello della retribuzione media annua del Nord Est, pari al 3,0% (+22,9% nel totale dei cinque anni) e alla crescita media annua registrata a livello nazionale, pari al 2,9% (con una crescita complessiva del +22,1%).Nel 2010 tuttavia l’incremento retributivo è stato contenuto (+1,8%) e rappresenta il più basso misurato dal 2003 pur essendo superiore agli incrementi medi del Nord Est (+1,3%) e dell’Italia (+1,2%).

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet