UniCredit e Università di Bologna premiano i “cervelli” eccellenti


BOLOGNA 23 GENNAIO E’ una giovane donna la vincitrice della quarta edizione della Borsa in Retail banking and finance 2012-2013, messa a disposizione da UniCredit in collaborazione con l’Università di Bologna. Così, Mónica López-Puertas Lamy, nata a Malaga nel 1982, per un anno potrà dedicarsi ad un progetto di ricerca sull’impatto della digitalizzazione sulle performances di impresa, con approfondimenti in particolare su modalità e miglioramenti nel rapporto con la banca. A darne l’annuncio sono stati Luca Lorenzi, Deputy Regional Manager Centro Nord di UniCredit e i componenti della Commissione scientifica della Borsa: Zeno Rotondi, Responsabile Italy Research di UniCredit; Giorgio Bellettini, professore di Economia e Finanza internazionale dell’Università di Bologna e Maurizio Sobrero, professore di Economia e gestione dell’innovazione dell’Università di Bologna.Mónica López-Puertas Lamy è una ricercatrice del Dipartimento Aziendale dell’Università Carlos III di Madrid. Ha conseguito un Ph.D. in Business Economics presso l’Università Autonoma di Barcellona e un Master in Quantitative Economics presso l’European University Institute (EUI) di Firenze. I suoi principali interessi di ricerca sono Banking, Financial Accounting, Corporate Finance, Corporate Governance e Industrial Organization.Il suo curriculum e l’esito del colloquio sostenuto con la Commissione scientifica, hanno determinato la vittoria della ricercatrice che si è così distinta tra gli altri partecipanti: una quindicina di candidati di elevato standing e in gran parte stranieri, segno che la Borsa istituita da UniCredit con l’Università di Bologna, giunta alla quarta edizione, è un riconoscimento che gode di fama internazionale.Nel corso del programma di ricerca Mónica López-Puertas Lamy, collaborerà su progetti di ricerca assieme all’ufficio Italy Research di UniCredit.“La Borsa in Retail banking and finance – spiega Luca Lorenzi – è uno dei risultati del percorso di collaborazione già avviato da anni tra l’Università di Bologna e UniCredit. Una sinergia che ha permesso la realizzazione di concrete iniziative di valore culturale e sociale di primaria importanza”. “La borsa UniCredit in Retail banking and finance – commenta Zeno Rotondi – garantisce al vincitore un contributo economico e la possibilità di trascorrere un periodo di un anno presso l’Ateneo bolognese per collaborare a un progetto di ricerca lavorando sia con ricercatori accademici sia con ricercatori dell’ufficio Italy Research di UniCredit. Come accaduto nelle scorse edizioni, anche quest’anno la Borsa prevede lo sviluppo di studi capaci di contribuire ad ampliare la frontiera della ricerca accademica e di fornire indicazioni strategiche innovative per le politiche bancarie nel business retail”.”Anche quest’anno – aggiunge Maurizio Sobrero – grazie alla borsa siamo riusciti ad attrarre l’attenzione di una ventina di giovani studiosi provenienti da 14 Paesi diversi. Un chiaro segnale che quando si gioca con le regole internazionali Bologna e l’Italia possono certamente essere competitive. Un sincero grazie ad UniCredit per il sostegno convinto e continuo a questo programma che consente al Dipartimento di Scienze Aziendali e al Dipartimento di Scienze Economiche di proseguire nell’attrazione in città dei migliori talenti”.La ricercaCome di consueto la ricerca in collaborazione con UniCredit è indirizzata verso questioni rilevanti per il business bancario sia in ottica strategica che operativa. Obiettivo della ricerca di quest’anno è quello di esaminare il fenomeno della digitalizzazione del business da parte delle pmi, con approfondimenti in particolare sullo sviluppo dell’e-commerce per l’internazionalizzazione. In tale ambito viene esaminato anche il ruolo e supporto delle banche, specie se internazionalizzate, nel favorire l’uso dell’e-commerce per l’export in particolare per le piccole imprese che devono sostenere costi fissi relativamente più elevati per raggiungere i mercati di sbocco all’estero, specie quelli più distanti e a più alta crescita del Paesi emergenti.I principali risultati di ricerca ottenuti dal vincitore della III edizione della borsa UniCreditAd aggiudicarsi la scorsa edizione della Borsa era stato il barese, classe 1983, Pierluigi Murro, che nel corso del suo anno di ricerca ha realizzato i lavori di ricerca sui temi: “Supporto delle Banche all’Internazionalizzazione delle Imprese”, “Vantaggi dei Contratti di Rete”, “Ruolo Confidi durante la Crisi”, collaborando, con l’ufficio Italy Research di UniCredit, alla pubblicazione su diverse riviste e volumi.Murro ha pubblicato diversi articoli, il principale dei quali è quello riportato dal Journal of Financial Stability dal titolo “Bank-firm relations and the role of Mutual Guarantee Institutions at the peak of the crisis”, coautorato con Francesca Bartoli (UniCredit), Giovanni Ferri (Università di Bari) e Zeno Rotondi (UniCredit).Sulla base di un campione di piccole imprese selezionato dal portafoglio clienti UniCredit, la ricerca dimostra il ruolo positivo avuto dai Confidi nell’accesso al credito delle piccole imprese durante il picco della recente crisi finanziaria (tra fine 2008 e inizio 2009), e sottolinea come l’utilità dei Confidi non sia limitata alla fornitura di garanzie, ma anche alla fornitura di un segnale di qualità delle imprese, grazie al meccanismo di peer monitoring (selezione dei partecipanti). Questo risultato mostra che le banche, durante periodi in cui le informazioni quantitative basate sui bilanci sono meno informative sulle reali prospettive dell’impresa, fanno affidamento anche su informazioni più qualitative per ridurre il rischio di credito.Inoltre, Pierluigi Murro ha pubblicato una ricerca pubblicata nel XVII Rapporto della Fondazione Rosselli sul Sistema Finanziario Italiano (2012) dal titolo “Reti d’impresa, performance e assetti banca-impresa”, coautorata con Francesca Bartoli (UniCredit), Giovanni Ferri (Università di Bari) e Zeno Rotondi (UniCredit). In questo lavoro gli autori hanno cercato di dare una prima valutazione del “Contratto di Rete” introdotto nel nostro sistema tra la primavera del 2009 e l’estate del 2010 con cui due o più imprese si impegnano a esercitare in comune una o più attività per migliorare le proprie capacità innovative e la propria competitività. Il dato interessante che emerge dallo studio, basato sui dati della VIII indagine sulle Piccole e Medie Imprese condotta da UniCredit nel 2011, è che le performances aziendali sono correlate positivamente alla partecipazione alle reti d’impresa; e che aziende con una buona capacità di innovazione hanno finora trovato un volano di crescita nel Contratto di Rete il cui utilizzo risulta significativamente influenzato dalla natura dei rapporti tra banca e impresa.Infine è stato sviluppato un altro articolo (ancora coautorato con Bartoli, Ferri e Rotondi), attualmente in corso di valutazione su riviste scientifiche internazionali. La ricerca, dal titolo “Bank Support and Export: Evidence from Small Italian Firms”, analizza se e come le banche possono aiutare il processo di internazionalizzazione delle piccole imprese. In particolare, utilizzando i dati della VII Indagine sulle Piccole Imprese condotta da UniCredit nel 2010, si dimostra come il supporto delle banche ai processi di internazionalizzazione aumenti la probabilità di esportare delle piccole imprese. Questo supporto inoltre risulta più efficace se la banca a cui l’impresa si rivolge è essa stessa internazionalizzata. Nello specifico, i dati indicano come il ruolo delle banche non sia limitato all’offerta del credito necessario per iniziare a esportare o dei prodotti legati all’operatività ordinaria sui mercati esteri, ma abbia anche una valenza di consulenza (ad esempio, sull’analisi dei mercati e/o la ricerca di controparti).

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