Ispezione Bankitalia a Unipol Banca


bologna 23 gennaio Unipol entra nella settimana decisiva per il riassetto FondiariaSai-Premafin con un altro nodo da sciogliere: da qualche giorno gli ispettori di Banca d’Italia sono al lavoro su Unipol Banca. La nuova visita di Palazzo Koch negli uffici dell’istituto bolognese sarebbe una sorta di verifica dei requisiti della banca dopo la precedente ispezione di settembre 2008. In quell’occasione, dopo quattro mesi di verifiche focalizzate su qualità del credito e liquidità, l’istituto decise di svalutare autonomamente 70 milioni di crediti dubbi. Anticipando, probabilmente, alcune possibili richieste di Bankitalia. Ora si tratta di vedere se nell’ambito della nuova ispezione emergeranno nuovi elementi destinati a finire nel mirino dell’istituto di vigilanza. Stando a quanto emerge dalla presentazione dei conti del terzo trimestre del gruppo, la banca a fine settembre aveva impieghi complessivi per 8,4 miliardi e su questi una percentuale di crediti deteriorati netti dell’11,3%, più o meno 950 milioni, coperti per circa il 25%. Allo stesso tempo la raccolta diretta si attestava attorno ai 9,6 miliardi, di cui 1,77 miliardi sono recuperati all’interno del gruppo. Il che fa immaginare che la compagnia sia un’importante fonte di funding per la banca. Secondo alcune fonti, nel palazzo bolognese di Via Stalingrado si ostenta comunque serenità e si considera la verifica di Banca d’Italia come un semplice controllo di routine. 

Nel frattempo il dossier di fusione tra Unipol Assicurazioni e la galassia Premafin-FonSai entra nuovamente nel vivo. Per la prossima settimana sono in calendario appuntamenti cruciali. Si dovrebbe iniziare il 25 gennaio con il board di Finsoe poi in rapida successione si riuniranno il consiglio di Unipol, il 26, e quello di Fonsai il 27. 

Da capire se già in quelle sedi verranno formalmente convocate le assemblee per gli aumenti di capitale. Per quella data a ogni modo dovrà essere conclusa la due diligence della compagnia bolognese, in teoria già in scadenza lunedì ma prorogabile fino al 27, sugli asset di Fondiaria. È logico supporre che tale due diligence sia più formale che sostanziale dati i tempi in cui è stata condotta. In tutto ciò si inserisce il delicato tema delle autorizzazioni Consob, Isvap e Antitrust. Nel dettaglio, negli ultimi giorni i gruppi hanno lavorato con Consob e Isvap per ridefinire la tempistica dell’operazione da incastrare con l’indispensabile approvazione dei bilanci di tutte le società coinvolte e a valle con la definizione di massima di un piano di aggregazione. Dettagli senza i quali sarebbe difficile sollecitare il mercato a partecipare alle ingenti ricapitalizzazioni in programma: 1 miliardo per Unipol Gruppo Finanziario, 750 milioni per Fondiaria Sai e 260 milioni per Premafin.

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