bo 23//013 FAAC- ANCORA PROBLEMI CON L’EREDITA’ DEL FONDATORE ALLA CUIRIA DI BOLOGNA


BOLOGNA 3 LUGLIO . In seguito all’incidente probatorio, che si è svolto questa mattina presso la Procura di Bologna, il presidente di Faac Spa, Andrea Moschetti, ha dichiarato: “La controversia ereditaria che si è sviluppata in seguito alla prematura scomparsa, il 17 marzo 2012, dell’imprenditore Michelangelo Manini, come sapete ha coinvolto anche l’azienda, che già nel novembre scorso si era costituita, in sede civile, per tutelare l’interesse della società. In seguito, la decisione del Tribunale Civile di concedere il sequestro giudiziario del compendio dei beni del Dott. Manini e quindi anche del pacchetto azionario di maggioranza della Faac, con nomina di un custode, ha creato non poche difficoltà all’azienda. Tuttavia abbiamo portato avanti il nostro programma di lavoro, pur in condizioni straordinarie che, inevitabilmente, hanno sottratto energie e chance all’azienda, proprio in una fase cruciale del suo piano di sviluppo”.“Oggi, all’avvio degli accertamenti sui testamenti affidati dalla Procura al Ris, sento il dovere di testimoniare, anche nei confronti della comunità aziendale, cosa ha fatto il Dott. Manini per garantire che fossero eseguite le sue volontà testamentarie”. “Ha consegnato il suo testamento al notaio di fiducia della famiglia; è un testamento olografo, datato 10 dicembre 1998, nel quale l’Arcidiocesi di Bologna viene designata erede universale dell’intero patrimonio; nel testo si indica che, qualora l’istituzione religiosa bolognese non fosse in grado, per qualsiasi ragione, di accogliere tale patrimonio, erede universale diventerebbe la Croce Rossa Internazionale e, nel caso in cui neppure questa potesse riceverlo, allora l’eredità andrebbe allo Stato Italiano”.“Sono stati poi rinvenuti altri due testamenti, pressoché identici. Il primo, all’apertura di due cassette di sicurezza intestate al defunto presso una filiale della Carisbo. Dalla verifica degli accessi risulta che nessuno, dal 1998 al momento dell’apertura, ha mai visitato il deposito, a parte l’imprenditore scomparso; il secondo, anch’esso olografo, in un cassetto della sua abitazione”.“Una copia è stata poi trovata anche dall’amministratore delegato della Faac Spa, l’ing. Andrea Marcellan, nella busta che il presidente aveva consegnato a lui, in presenza di colleghi, in occasione della sua ultima partecipazione al Cda dell’azienda (9 dicembre 2011), con l’indicazione di custodirla nella cassaforte dell’azienda e di aprirla solo dopo la sua morte”. “Un’altra copia è stata trasmessa via email dall’imprenditore a un funzionario dell’Agenzia delle Entrate”. “Inoltre, vi è un documento (già depositato agli atti in sede civile, ndr) addirittura precedente ai tre scritti olografi, in cui egli esprime le stesse volontà testamentarie: si tratta della documentazione relativa a due fondazioni costituite nel Liechtenstein, dove l’imprenditore compare quale unico beneficiario ed indica, in caso di morte, gli stessi destinatari: Chiesa Cattolica, Croce Rossa Internazionale, Stato Italiano”. “Cosa altro doveva fare il Dott. Manini per vedere rispettate le sue volontà? Questi sono i fatti e ora, finalmente, c’è spazio solo per i fatti”.

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